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domenica 23 gennaio 2022
 
Esperienze a confronto
 

Dispersione scolastica, la "scuola capovolta" a convegno

22/10/2019  Il 26 ottobre all'Università degli studi Roma Tre, "Questa scuola non fa per me", convegno organizzato dall'Associazione Flipnet, sostenitrice della didattica capovolta, mette a confronto esperienze e innovazioni in tema di apprendimento.

Nei giorni scorsi Roberto Ricci, responsabile nazionale delle prove Invalsi, ha acceso un riflettore sui ragazzi che la scuola perde lungo la strada, spiegando che da un lato la dispersione scolastica “esplicita” – quella di chi lascia la scuola senza avere conseguito il diploma di scuola secondaria – è migliorata con gli anni e si attesta nel 2018 al 14,5% (dato Eurostat), dall’altro lato però esiste anche una “dispersione implicita”, quella di chi resta a scuola (e sfugge alle statitische), ma non arriva ad acquisire il livello di preparazione previsto dopo 13 anni di scuola. Secondo Ricci si tratta comunque di ragazzi dispersi, perché la scuola non ha avuto sufficiente efficacia per loro, e sommati ai dispersi veri e propri, stando a quanto calcolato grazie all’incrocio degli ultimi risultati Invalsi, la cifra complessiva porta a una dispersione effettiva (tra esplicita e implicita) che supera il 20%. Più di 1 su 5 o non finisce le superiori o le finisce senza acquisire competenze suffcienti.

Il mondo della scuola da sempre si interroga, sperimenta, cerca strade per trattenere chi se ne va e per motivare chi rimane. Non sempre è facile se i risultati sono questi. Proprio di questo tema si parlerà a Roma, sabato 26 ottobre all’Università degli Studi Roma Tre nell’ambito del convegno “Questa scuola non fa per me” Proposte innovative di creatività, inclusione, benessere, libertà.

Il convegno è organizzato da Flipnet, un’associazione che promuove la cosiddetta “didattica capovolta”, un metodo sperimentale, applicato anche in altri Paesi, in cui si “rovescia” il percorso della didattica tradizionale, fatto di lezione frontale in classe + studio autonomo a casa. I sostenitori della didattica capovolta propongono di agire al contrario: i ragazzi della classe capovolta si preparano prima individualmente a casa, utilizzando supporti tecnologici e materiali messi a disposizione dell’insegnante e poi in classe rielaborano quanto appreso lavorando in coppia o in gruppo sotto la supervisione del docente.

Al convegno si confronteranno proposte innovative diverse, sperimentate negli ultimi anni in luoghi diversi d'Italia da docenti che si sono messi in luce per la loro originalità. Tra i relatori: Marco Orsi, autore del libro Dire bravo non serve e ideatore della Scuola senza zaino, Daniele Manni, tra i docenti italiani forse il più noto al mondo, entrato l’anno scorso tra i 12 finalisti agli “Innovation and Entrepreneurship Teaching Excellence Awards” e unico candidato nel 2015 al Global teacher Price; Maurizio Maglioni, presidente Flipnet e formatore Miur, autore di saggi sulla classe capovolta. Anche famiglie e studenti sono invitati al tavolo dei relatori: alla tavola rotonda partecipano: Antonio Affinita, direttore generale del Moige Movimento italiano genitori e Giuseppe Cardinale, studente di Taranto che ha sostenuto l'esame di maturità interpellando i professori e chiedendo loro: “Perché tradite le nostre domande?”

 
 
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