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mercoledì 17 aprile 2024
 
DCA e bulimia
 

Disturbi alimentari: «Mia nipote, chiusa in bagno, vomita di nascosto»

22/08/2022  "Mia sorella mi ha confessato che sua figlia 18enne vomita spesso a causa dei sensi di colpa che le vengono per aver mangiato troppo. A tavola la ragazza si limita ma poi ha questi attacchi di abbuffate che non riesce a controllare. Non vuole farsi curare e dice di potercela fare da sola ma i suoi genitori sono molto preoccupati e anche io insieme a loro.."

Sono molto preoccupata per quanto mi ha raccontato mia sorella a proposito di sua figlia, mia nipote, di 18 anni. Aprendo all’improvviso la porta del bagno, mia sorella l’ha trovata china sul wc, mentre vomitava. La ragazza, scoperta, si è messa a piangere e ha confessato di averlo fatto già altre volte, quando si sente in colpa per avere mangiato troppo. Mia sorella e suo marito poi hanno fatto mente locale, e si sono ricordati di confezioni di cibo finite all’improvviso, di salumi in frigorifero svaniti in poco tempo... a tavola, la ragazza non sembra mangiare in eccesso, ma poi ha questi attacchi di fame in cui sembra ingerire qualunque cosa trovi in giro. Salvo poi rigettare perché si sente appesantita. La ragazza dice che non vuole farsi aiutare da nessuno, perché ce la può fare da sola a superare questa crisi. Mia sorella e mio cognato si sono rivolti al medico di base, ma sono molto confusi e spaventati. GIOVANNA

— Cara Giovanna, è molto probabile che si tratti della manifestazione di un disturbo alimentare, in atto da tempo, e che la ragazza non vedeva l’ora che venisse notato. In queste situazioni è importante riconoscere i sintomi, ma non fermarsi a essi. I segnali visibili, come il vomito o l’ingestione di grandi quantità di cibo, sono la punta dell’iceberg. Il corpo e le sue manifestazioni dicono cose che la mente fa fatica a esprimere, un malessere profondo e nascosto, che va ascoltato e compreso con pazienza. Ci vuole tempo. Per questo, non ci si deve illudere di cambiare i comportamenti messi in atto da questa ragazza sulla base di considerazioni ragionevoli, valide ma poco efficaci.

Non la si convince con i ragionamenti a mettere in atto un’alimentazione più corretta. E più si attiva il controllo da parte dei familiari, su ciò che mangia o su quante volte si chiude in bagno, più questi comportamenti si ripetono. Perché la ragazza richiede un’attenzione e una cura più profonde. È giusto e necessario che venga coinvolto il medico nella valutazione dello stato di salute della ragazza e dei rischi che può correre. Ma deve farlo con rispetto e senza pensare di poter prescrivere terapie che la ragazza può boicottare.

Perché se non nasce nella ragazza una motivazione profonda, non si può fare molto. Ecco allora la necessità di un competente intervento psicologico che, in collaborazione con il medico che monitora la situazione, aiuti a capire le dinamiche nascoste di questa vicenda. La ragazza non vuole aiuti? Anche questo è un segnale importante, che potrebbe esprimere la necessità di una maggiore autonomia, ma anche di un difficile distacco, rispetto a relazioni familiari forse non adeguate per una diciottenne. Siano i genitori allora a chiedere un supporto specialistico per sé: mostrare che si è in difficoltà e si chiede aiuto può attivare nella ragazza un atteggiamento più disponibile, perché non si sente più l’unica portatrice di un disagio che in realtà investe tutta la famiglia.

 
 
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