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martedì 18 gennaio 2022
 
IL CASO DI VOGHERA
 

Non siamo sceriffi della nostra esistenza

23/07/2021  Possedere un’arma per uso privato rappresenta sempre un rischio. La cronaca di cui si è parlato molto in questi giorni nasconde, dietro il mito del possesso delle armi, alcune verità. Come quella che non migliora le proprie chances di difesa personale

Possedere un’arma per uso privato rappresenta sempre un rischio. Il caso di cronaca di cui si è parlato molto in questi giorni nasconde - dietro il mito del possesso delle armi per difesa personale - alcune verità che la sanità pubblica afferma da anni. Ci sono questioni che vengono “cavalcate dalla politica” nella logica di generare un senso di vulnerabilità e paura all’interno della popolazione generale, stimolando le strategie “fai da te”, spesso affidate a credenze ingenue e impulsive che si trasformano però in boomerang dalle conseguenze a volte irrimediabili, come ci conferma anche il recente caso di cronaca. Un dato è certo: possedere un’arma pensando che migliori le proprie chances di difesa personale è un falso mito e a nessun livello dovrebbe essere diffusa questa falsa credenza soprattutto da chi ha un ruolo pubblico e un ruolo attivo nella politica e nelle decisioni che riguardano il tema della “sicurezza comunitaria e collettiva”.

Ecco alcune evidenze fornite dai ricercatori che hanno analizzato il fenomeno.

- Avere un’arma in casa aumenta la probabilità di trasformare l’ideazione suicidaria in azione reale con esito letale. La presenza di armi in casa inoltre aumenta la probabilità di femminicidio all’interno di contesti famigliari conflittuali.

- La presenza di armi in ambito domestico aumenta il numero di morti accidentali nella fascia d’età tra i 5 e i 14 anni dovute a colpo di arma da fuoco. Negli Stati Uniti, dove la legislazione rende possibile il possesso di un’arma in ambito domestico, la morte di minori di età compresa tra i 5 e i 14 anni dovuta a uso maldestro di arma da fuoco è 11 volte superiore rispetto a quanto avviene in nazioni in cui il possesso di armi in ambito domestico non è così facilitato o diffuso. Metà delle morti dovute ad uso accidentale di arma da fuoco avviene su soggetti di età inferiore ai 25 anni. Una consensus conference che ha riunito 34 tra i maggiori esperti di prevenzione degli incidenti in età evolutiva ha concluso che l’accesso ad un’arma in ambito domestico rappresenta il maggiore rischio di incidente per un minore.

- Se una persona possiede un’arma per uso personale ha una maggiore possibilità di rimanere uccisa in uno scontro armato, rispetto ad una persona che non possiede armi.

- Possedere un’arma aumenta la probabilità di trovarsi coinvolti in conflitti armati.

- Per ogni volta che un’arma viene usata a scopo di difesa personale, si verificano – in abitazioni in cui è presente un’arma – 11 tentativi di suicidio con colpo di arma da fuoco, sette omicidi e quattro incidenti dovuti ad uso maldestro dell’arma.

- Avere un’ arma in casa aumenta in modo drastico il rischio del suo utilizzo all’interno di litigi e conflitti famigliari. La presenza di un’arma in casa aumenta del 500% il rischio che una donna venga uccisa all’interno di un conflitto in cui si agisce violenza di genere.

- Possedere un arma a scopo di autodifesa quando si subisce un furto non riduce in alcun modo le probabilità di un soggetto di essere ferito. Ovvero i casi in cui si rimane feriti nel corso di una rapina domestica sono identici sia che la vittima di furto possieda o non possieda un’arma.

Negli Stati Uniti c’è una cultura “tossica” sostenuta dalle multinazionali che producono armi che sembra affermare che ciascuno ha il diritto di possedere un’arma perché essa risulta fondamentale in caso di difesa personale. L’evidenza dei fatti smentisce tale affermazione.

E insegnare ai ragazzi che esiste la possibilità di immaginare una “difesa fai da te” in cui ciascuno diventa lo sceriffo della propria esistenza genera un’attitudine positiva nei confronti del possesso di arma da fuoco e allontana dalla visione di una comunità in cui si cresce e si costruisce un modello cooperativo di convivenza.

 
 
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