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lunedì 15 agosto 2022
 
 

Divorzio e figli: quel che è detto, è detto

25/01/2012  La cassazione conferma una sentenza della corte d’Appello di genova sulle spese per l’assistenza alla figlia disabile

La Corte d'appello di Genova ha confermato il rigetto della domanda proposta da un uomo tesa a ottenere la condanna dell'ex coniuge, da cui si era separato, alla restituzione della somma pari alla metà delle spese da lui sostenute nel tempo per il mantenimento della figlia affetta da disturbi psichici e a lui affidata. In fase di separazione, l'uomo si era infatti accordato nel senso di farsi carico di tutte le spese relative alla figlia, salvo poi chiederne la restituzione. E fatta salva invece la revisione delle condizioni economiche in sede di divorzio.


La Cassazione fa notare che "il soggetto aveva assunto a proprio carico esclusivo la figlia sia in sede di separazione personale dalla moglie che nel giudizio di divorzio, ove dichiarò di rinunciare a esigere alcunché dalla stessa e di non aver pretese a titolo di mantenimento della fanciulla, ancora all'epoca minorenne, che le relative statuizioni non avevano sancito alcun obbligo solutorio della madre in relazione alle esigenze della figlia". 

Così, data la sua rinuncia al contributo del coniuge, pienamente valida in quanto relativa a un diritto disponibile, la sequenza di comportamenti dell'uomo attraverso i quali egli ha provveduto, nel tempo e continuamente, ai bisogni della figlia, ancora non autosufficiente, "rappresentano atti di liberalità non ripetibili". E in conclusione "Se la definizione delle condizioni patrimoniali della separazione non subisce adeguamenti, sempre possibili nel giudizio di divorzio, ovvero in seguito non venga attivato da parte del coniuge interessato il procedimento di modifica di quelle condizioni, confermate in sede di divorzio... quell'assetto resta definitivamente consacrato in quei termini, dunque immutato sino a che non ne venga richiesta la revisione".

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