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martedì 23 luglio 2024
 
Nonni e nipoti
 

Dolce con la nipotina, severo con i figli. Se ne renderà conto?

27/08/2022  Mio marito è innamorato di nostra nipote. Ci è stata affidata per qualche giorno e lui passa un sacco di tempo con lei, la fa giocare e poi addormentare tra le sue braccia. Si renderà mai conto che con i nostri figli non è mai stato così dolce e presente e che si è perso tanto delle loro vite?

Ci era stata affidata la piccola nipotina Giuditta, di quasi due anni; appena mangiato, si è addormentata in braccio al nonno, il quale dopo qualche minuto ha tentato di metterla giù nel nostro grande letto. Più volte! Ma lei si svegliava, si aggrappava al nonno: testina sulla spalla e braccine al collo. Così per più di un’ora. Quando Giuditta si è finalmente svegliata, lui, il mio irriconoscibile marito, ha detto: “Che tenerezza mi faceva... così piccola, leggera, vulnerabile...“. L’avesse mai detto a favore di uno dei suoi figli... Si accorgerà di quanto ha mancato con i nostri figli?!? NONNA LUDOVICA

Lo sappiamo tutti, cara Ludovica, che i mariti, una volta nonni, risvegliano quella tenerezza e quella capacità di accudimento che – per molteplici ragioni – non hanno saputo dare ai propri figli piccoli. Insomma, da nonni i mariti fanno gli “esami di riparazione!“. E le relative nonne si trovano di fronte a un bivio: o rinfacciano al marito la “non cura” verso i figli da piccoli, o si gustano la nuova edizione del marito trasformato in nonno premuroso e accudente.

Mi sembra, cara nonna Ludovica, che tu stia scegliendo la seconda strada del bivio. Hai inventato perfino una metafora: la nipotina che dorme attaccata al nonno “come un koala aggrappata al ramo“, immagine molto intensa che presenta il tuo uomo come un forte albero che sostiene un koala... È proprio così, le tue osservazioni sono preziose: la piccola Giuditta gli si è addormentata in braccio e lui ha cercato di metterla giù nel grande letto, ma lei gli si aggrappava, “testina sulla spalla e braccine al collo“ (parole tue): una nipotina, cioè, che ha totale fiducia nel grande nonno e non lo molla. E lui, il tuo “irriconoscibile marito“ (ancora parole tue), non solo non è infastidito da questo accanimento della nipotina, ma esprime (evviva!) il suo stupore: “Così piccola, leggera, vulnerabile...”. Sono parole di tenerezza e hai ragione di sottolinearle: prima di essere nonno, lui era un dirigente, faceva filare lisci i suoi dipendenti, a casa – tu racconti – “si portava dietro il lavoro“.

E quante volte ha detto ai vostri bambini: “Non disturbatemi!“. Vedi, la vita ci offre sempre gli esami di riparazione, se lo vogliamo; e tu puoi esserne contenta. Perché non racconti al papà di Giuditta tutta la tenerezza che l’indaffarato papà di un tempo ha manifestato alla sua piccola, in qualità di nonno-nuova edizione? Se lo fai con un sorriso e un po’ di allegria, puoi perfino scoprire che la tenerezza può essere “retroattiva“, cioè può tornare indietro... E tu puoi esserne una preziosa testimone!

 
 
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