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venerdì 05 marzo 2021
 
 

Ecco come le diocesi italiane celebrano la Domenica della Parola

24/01/2021  Da Firenze a Catanzaro, da Fossano ad Altamura, molte le iniziative nelle parrocchie. «Vogliamo chiedere alla Sacra Scrittura le parole per esprimere la sofferenza di questi tempi ma soprattutto la speranza fondata sulla fede nel Risorto», scrive il segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo

Oggi la Chiesa, per il secondo anno, celebra la Domenica della Parola. Una giornata voluta da Papa Francesco con la lettera, in forma di motu proprio Aperuit illis. «Vogliamo chiedere alla Sacra Scrittura le parole per esprimere la sofferenza di questi tempi ma soprattutto la speranza fondata sulla fede nel Ri¬sorto», scrive il segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo, nel Sussidio per la preghiera personale e comunitaria preparato da alcuni uffici pastorali della Chiesa italiana. Per Russo oggi «abbiamo bisogno di parole di spe¬ranza, che ci consentano di restare con i piedi per terra ma con lo sguardo rivolto al futuro. Queste parole sono custodite dalla Sacra Scrittura che, mentre dà voce al dolore dell’orante, gli assicura quella consolazione del Signore che apre il cuore ad un futuro di solida speranza”. Una domenica che ci invita a mettere al centro della vita la Parola.

“La parola di Dio cresceva” è il titolo dato dall’arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, alla nuova lettera pastorale presentata venerdì scorso, e che vuole «gettare luce sul mistero della Chiesa, cammino della parola di Dio nella storia». La sfida, spiega il cardinale, è quella di «pensare l’annuncio della Parola come una forza capace di plasmare il volto dell’esistenza personale e sociale». «La connessione tra parola proclamata e gesti che la traducono nella vita – spiega - è all’origine di quella ricchezza di dedizione al servizio dei fratelli che segna la nostra storia fiorentina».

Una lettera alla diocesi anche dall’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, nella quale evidenzia come anche in questo tempo «così difficile della pandemia che impone tante restrizioni alle relazioni interpersonali e limita il numero dei partecipanti alle convocazioni liturgiche e catechetiche, la Chiesa non può rinunciare alla sua missione di annuncio e di ricordo della Parola che salva, magari con nuovi modi e forme e di annuncio». Da qui l’invito a «trovare modi e occasioni per continuare ad annunciare la Parola di Dio, non solo nel contesto strettamente liturgico, ma nella normalità del quotidiano, in famiglia come nei modi di aggregazione, favoriti oggi dalle tecnologie e dai new media”. La giornata sarà vissuta in molte diocesi e parrocchie italiane con varie iniziative.

A Fossano un incontro per i lettori durante la messa del pomeriggio nella chiesa parrocchiale dello Spirito Santo con una meditazione di don Pierangelo Chiaramello sul tema “Il Lezionario: storia della salvezza narrata”. Celebrazione con il vescovo, mons. Andrea Turazzi nella chiesa dei Santi Pietro, Marino e Leone (San Marino Città-Murata) nella diocesi di San Marino-Montefeltro. «La Parola non è una filosofia e neppure una religione, la Parola è Dio stesso che agisce in chi crede e rende Chiesa, comunità, famiglia: una grande sfida», spiega il presule. Nella diocesi di Carpi sono state inviati alcuni strumenti e proposte alle parrocchie e ai gruppi “per promuovere la preghiera e la riflessione sulla Parola di Dio nei diversi ambiti”.

Dal punto di vista liturgico è raccomandato alle parrocchie che si svolga almeno una volta il rito dell'intronizzazione della Parola di Dio durante la Messa, collocando, con una solenne processione, l'Evangeliario in un posto ornato e visibile da tutta l'assemblea. Alla diocesi scrive anche monsignor Gianfranco De Luca, vescovo di Termoli-Larino: «in questa Domenica della Parola prendiamoci insieme l'impegno a vivere anche quest'anno così: a ‘fare’ la Parola, a viverla come singoli e come comunità, perché divenga sempre più vita della nostra vita”.

Nella diocesi di Sulmona-Valva la “Lettura continua del Vangelo di Marco” introdotta dal vescovo, monsignor Michele Fusco seguito da 16 lettori, uno per ogni capitolo del Vangelo. La proposta di una Lectio Divina nella diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti: «ci ritroveremo innanzitutto per celebrare la Parola, come facciamo soprattutto nel Giorno del Signore, sedendoci intorno alla mensa della Parola, prima di condividere quella del Pane. Parola e Pane, infatti, sono i segni della presenza reale del Signore, che parla al cuore dei suoi discepoli ‘lungo la strada’, e poi si ferma con loro per spezzare il pane e nutrirli, perché riprendano con gioia il cammino della evangelizzazione”, scrive il vescovo, Giovanni Ricchiuti con l’invito alla Lectio Divina, momento di «conoscenza e di riflessione fondamentali nella catechesi in preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana, come anche negli incontri di formazione con i giovani, i gruppi famiglia e gli adulti”.

In Calabria, nella diocesi di Cosenza-Bisignano, celebrazione in cattedrale presieduta dall’arcivescovo, monsignor Francescoantonio Nolè con i giornalisti nella giornata del loro Patrono, San Francesco di Sales. Giornalisti e comunicatori – come dice il direttore dell’ufficio delle comunicazioni sociali don Enzo Gabrieli – che sono uomini della Parola.

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