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Iniziativa
 

Don Camillo? Ve lo diamo noi

20/04/2016  La nostra nuova serie di libri. Con “Famiglia cristiana” otto volumi sulle avventure del parroco e del sindaco più amati d’Italia. Che litigavano e combattevano, ma non perdevano mai il rispetto reciproco

«Passando ai dettagli, le dirò che sono nato troppi anni fa a Fontanelle, un paese sparso nell’erba medica della Bassa Parmense ». Entra così nel vivo la lettera con cui Giovannino Guareschi, nel 1964, rispose all’invito di una professoressa dell’istituto tecnico di Civitavecchia. I suoi studenti dell’ultimo anno avevano letto Don Camillo e Diario Clandestino, si erano divertiti e anche commossi. Qualcuno aveva deciso di portarli alla maturità, con grande meraviglia dello stesso Guareschi, che scrive: «Nessun critico e nessuna autorità nel campo delle Lettere mi ha concesso di essere scrittore».
Nei libri di scuola i ragazzi non avevano trovato notizie su di lui, così la prof gli aveva scritto e Guareschi non si era fatto pregare. Oggi la lettera di Giovannino è stata trasformata in un filmato. Una sorta di autoritratto sincero e scanzonato con cui si apre la visita al centro studi di Casa Guareschi, nell’ex ristorante di famiglia trasformato in “Mostra permanente di Giovannino Guareschi, nostro padre”. Siamo a Roncole Verdi, un borgo incantato nel cuore del Mondo Piccolo dove tutto ma proprio tutto, comprese le insegne delle botteghe e delle osterie, è Verdi o Guareschi.
Casa Guareschi è in un interno, quasi attaccata alla casa natale di Giuseppe Verdi, e ad accoglierci c’è il figlio Alberto, che l’ha messa in piedi con infinita dedizione insieme con la sorella Carlotta, “la pasionaria”. Oggi continua questo impegno assieme ai suoi figli, perché Carlotta è morta nell’ottobre scorso, senza fare in tempo ad ascoltare le parole di elogio che papa Francesco, a Firenze, ha pubblicamente rivolto a Peppone e don Camillo, i protagonisti della grande saga del Mondo Piccolo.
«Nostro padre è stato tradotto in tutte le lingue meno il cinese e ha venduto 23 milioni di copie nel mondo, eppure è ancora considerato “culturalmente scorretto” e il 90% di chi arriva da noi lo conosce solo per il successo dei film», ammette Alberto. E invece bisogna leggerlo per amarlo, perché Guareschi, giornalista, vignettista e scrittore, è stato soprattutto il poeta della Bassa, il luogo dove «anche i cani hanno un’anima». Proprio per questo l’iniziativa di Famiglia Cristiana, che dal 21 aprile allegherà alla rivista i suoi libri più belli, è doppiamente preziosa.
A Casa Guareschi, per incontrare il “papà” di Peppone e don Camillo, arrivano turisti da tutto il mondo, «i gruppi no, le guide li portano solo alla casa del Maestro» e scolaresche dal Nord e dal Sud, ma «solo le paritarie, a parte qualche eccezione», spiega Alberto. L’ingresso è libero. Dopo aver visto il filmato i visitatori hanno accesso alla mostra permanente, nella sala dell’ex ristorante. I grandi pannelli spiegano tutta la storia del Mondo Piccolo e dei suoi personaggi, ma ci sono anche i disegni di Guareschi, le vignette e persino gli arredi realizzati con le sue mani, a cominciare dal grande lampadario costruito con i manubri di due biciclette.
Al piano superiore la biblioteca a disposizione degli studiosi – a oggi sono già state realizzate 140 tesi di laurea su di lui – e nell’ex cucina l’archivio e la raccolta della corrispondenza. Qui sono custoditi cimeli come il tricolore monarchico e la fisarmonica utilizzata per la messa in scena della sua Favola di Natale, durante la prigionia nei campi di concentramento nazisti.
Guareschi era nato nel 1908 a pochi chilometri da qui, a Fontanelle, dove oggi c’è ancora la sua casa natale. La scuola, dove insegnava la mamma Lia, che poi diventerà l’indimenticabile maestra Cristina, è stata trasformata in un piccolo museo.
Proprio a Fontanelle Guareschi conobbe il sindaco socialista Giovanni Faraboli, che ispirò la figura di Peppone. Lì vicino c’è Diolo, da dove venivano i bisnonni, e poi Polesine Parmense, il paese del “vero” don Camillo, don Ottorino Davighi. Il Mondo Piccolo, appunto, «tra il grande fiume e l’appennino», con i filari dei pioppi, le strade bianche sugli argini, la nebbia e il sole che batte in testa, «dove basta guardare una casa colonica affogata in mezzo al granturco e alla canapa e subito nasce una storia». In questa terra si muovono don Camillo e Peppone, i due amici nemici che riescono sempre a trovare un accordo, non sul piano ideologico ma su quello umano. «Mio padre diceva sempre che erano le due parti del suo cuore », continua Alberto. «Credo che la sua, in pieno Dopoguerra, quando le contrapposizioni erano violente, sia stata un’intuizione profetica».
Tra i suoi estimatori non solo papa Francesco, ma anche papa Ratzinger, «che venne qui quando era cardinale» e, prima di lui, papa Roncalli. «Quelle di mio padre sono storie autentiche», conclude Alberto Guareschi. «Nei suoi libri c’è verità perché lui ha parlato di persone vere e di sentimenti che, mentre scriveva, stava davvero provando». Quanto al suo Mondo piccolo, «esiste ancora, basta andarlo a cercare».

Il piano dell'opera. Tutto don Camillo (e anche Peppone) in otto volumi

Sono otto i volumi della serie dedicataa Giovannino Guareschi che saranno allegati a Famiglia Cristiana da questo numero. Protagonisti assoluti Don Camillo e Peppone, nemici e antagonisti ma galantuomini, personaggi indimenticabili che ci restituiscono il sapore dell’Italia genuina e popolare del Dopoguerra, dove il conflitto sa trovare un’intesa nei momenti difficili della vita e gli avversari si stimano e si rispettano. Due uomini, un parroco e un sindaco comunista, che piacciono anche a papa Francesco, che ha detto: «Mi colpisce come nelle storie di Guareschi la preghiera di un buon parroco si unisca alla evidente vicinanza con la gente». E allora ecco che la nostra serie si apre questa settimana con Don Camillo, uscito nel 1948, il primo libro della saga di Mondo Piccolo. A seguire, sul numero 18, Don Camillo e il suo gregge, del 1953, in cui Peppone vuole aprire il primo kolkhoz italiano, sul modello della sua amata Unione Sovietica. Sul 19 toccherà a un altro celeberrimo titolo, Il compagno don Camillo, nel quale il parroco segue Peppone in una gita-premio in Urss. Le avventure dei due nemici amici proseguono con Don Camillo e don Chichì (FC 20), Don Camillo della Bassa (FC 21), L’anno di don Camillo (FC 22), Ciao don Camillo (FC 23). L’ultimo volume sarà, sul numero 24, Il breviario di don Camillo, che contiene l’essenza dello spirito di Guareschi: i sogni, le speranze, Dio, la televisione, la morte, la vita, la libertà, la dignità.

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Don Camillo e il Cristo Parlante in processione per salvare Brescello dalle acque
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