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sabato 04 dicembre 2021
 
 

Don Marras Provinciale dei Paolini

07/10/2010  Lo ha nominato ieri ufficialmente il Superiore Generale, don Silvio Sassi. Una lunga esperienza nel giornalismo cattolico, nei periodici come nella televisione.

Don Vincenzo Marras con monsignor Gianfranco Ravasi.
Don Vincenzo Marras con monsignor Gianfranco Ravasi.

Sarà don Vincenzo Marras a guidare i paolini italiani nei prossimi 4 anni. Lo ha nominato ieri il Superiore Generale della Società San Paolo, don Silvio Sassi, che, esprimendo a nome del Governo generale «un grazie sentito e doveroso a don Ampelio Crema e al suo Consiglio per la dedizione e la generosità con cui si sono adoperati nel servizio alla Provincia Italia nel quadriennio 2006-2010», ha formulato a don Marras «l'augurio di un altrettanto fecondo servizio, sostenuto fin d'ora dalla preghiera e dalla collaborazione di tutti». La notizia era attesa dai numerosi paolini italiani, che si troveranno nei prossimi anni ad affrontare le enormi sfide che la comunicazione digitale pone alla loro specifica missione nella Chiesa.

      Don Marras, 59 anni, originario della Sardegna, è stato ordinato sacerdote nel 1979. Dopo gli studi filosofici e teologici ha perfezionato la sua specializzazione in comunicazione presso la Facoltà di Scienze dell'Educazione dell'Università salesiana di Roma. E' giornalista professionista. Impegnato dal 1984 nella redazione del mensile Jesus della Periodici San Paolo, dal 1987 ne è diventato vicedirettore per assumerne poi la direzione nel 1996. Due anni fa, nel 2008, è stato nominato direttore responsabile delle emittenti televisive Telenova e Telesubalpina del Gruppo San Paolo.

      «All'inizio del mio nuovo mandato ho gli stessi sentimenti del nostro fondatore, il beato don Giacomo Alberione, quando, parlando di sé stesso, diceva che se Dio avesse trovato qualcun altro più inadeguato di lui lo avrebbe scelto», ha confidato don Vincenzo nell'imminenza della sua nomina. «Il nostro apostolato, quello della comunicazione, è grandioso, esaltante ma altrettanto difficile: la nostra missione nella Chiesa è quella di farci sentinelle del Vangelo, con prudenza ma anche con il coraggio che infonde il Vangelo stesso», ha proseguito il nuovo superiore, che ha chiarito: «Il nostro apostolato richiede due atteggiamenti di fondo, tanto a livello personale che comunitario: la disponibilità e l'accoglienza, come suggerisce la liturgia della Parola del lezionario ambrosiano della prossima domenica, tutta incentrata sul verbo "accogliere"». «Per la nostra missione», ha concluso, «ci vuole un supplemento di spirito, di preparazione, di professionalità, di offerta. Ce lo richiede la specifica articolazione del nostro essere sacerdoti paolini nella chiesa di oggi. Per noi il carisma della comunicazione dà colore agli altri carismi, quello della fraternità, della Parola, della liturgia. Una comunicazione, per dirla con il cardinal Martini, nobile, diversa da quella che lui chiamava "dei mercanti del tempio", che baratta per verità la menzogna».

      Il Capitolo provinciale che si svolgerà ad Ariccia (Roma) nei prossimi mesi designerà il programma di governo e i consiglieri che affiancheranno don Marras nel governo della Congregazione in Italia.

 
 
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