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sabato 21 maggio 2022
 
Papa Francesco
 

Don Pino De Masi. «Lotta a corruzione e mafia: ha ridato una speranza al sud»

14/03/2016 

«Noi che viviamo al Sud, immersi in tante di fficoltà, abbiamo imparato in questi anni da papa Francesco a vedere i problemi come sfide e non come ostacoli». Don Pino De Masi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi e referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro, pensa «al discorso sulla mafia e sulla mafiosità dei comportamenti, a una maniera più problematica di essere Chiesa. In questo, con il suo modo di relazionarsi, papa Francesco ci ha insegnato ad accettare la sfida, a vedere le di fficoltà non come ostacoli, ma come marcia in più per il cambiamento. Di fronte ai tanti problemi all’interno e all’esterno della Chiesa ci si scoraggia, invece il suo stile semplice ci sprona ad andare avanti. Così come l’insistenza a costruire ponti e non muri, a vivere la strada e il territorio sono un modo di essere Chiesa che al Sud dà molta speranza».
In particolare don De Masi sottolinea il «discorso nella Piana di Sibari e la scelta di pregare insieme con i familiari delle vittime di mafia nel marzo del 2014: questi due segni credo che siano stati molto importanti e hanno contribuito a dare una sveglia alle Chiese del Sud. Così come sono importanti per noi le continue insistenze sulla corruzione e l’invito a superarla». Ma don Pino pensa anche al Concilio e alla «ripresa che ha fatto questo Papa della logica della Chiesa-popolo di Dio, in cui si vive in comunione e dove la gerarchia si riconosce soprattutto nel servizio. In questi anni è riemersa la Chiesa sinodale, la Chiesa comunione, la Chiesa attenta ai poveri», una Chiesa in cui «la finanza sia vista come strumento per rapporti di carità e di fraternità e non come mezzo di arricchimento o di corruzione».

 
 
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