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Don Roberto Fiscer: la voce di Dio si ascolta alla radio

03/08/2017  A Genova il sacerdote ha lanciato Radio fra le note. «Trasmettiamo dall’oratorio, dagli ospedali e dalle carceri: le nostre storie di amore e coraggio arrivano dappertutto»

Musica, programmi e le immancabili dediche degli ascoltatori. A un primo veloce ascolto Radio fra le note potrebbe sembrare un’emittente come tante altre. Ma basta rimanere sintonizzati per qualche minuto per accorgersi che il palinsesto di questa piccola realtà genovese ha qualcosa di speciale. 

«Cerchiamo di trasmettere la fede e i valori raccontando bisogni e sogni, sempre attraverso musica e intrattenimento», spiega don Roberto Fiscer, ideatore del progetto. Una radio “normale” ma anche un nuova forma di oratorio, visto che la maggior parte degli speaker appartiene alla parrocchia di San Martino d’Albaro, dove la radio ha sede. «Un giorno, a Benevento mentre montavo l’impianto audio per una missione di strada con Nuovi orizzonti (la comunità fondata da Chiara Amirante, ndr), mi si sono avvicinati tantissimi ragazzi. Abbiamo iniziato a chiacchierare e a fare dediche al microfono: in quel momento ho capito che la radio poteva essere un grande strumento di evangelizzazione, capace di arrivare anche ai “lontani”», spiega ancora don Fiscer, che prima di entrare in seminario faceva il dj in una radio ligure. 

IL PALINSESTO di Radio fra le note

Così nel 2013 alla parrocchia San Martino d’Albaro è nata Radio fra le note. «Gli studi di registrazione sono in oratorio, dove la radio si sente in filodiffusione», riprende don Fiscer. La giornata al ritmo di Radio fra le note comincia alle 7 con Din don, programma in cui il sacerdote legge e commenta il Vangelo del giorno. «Le persone chiamano o intervengono con messaggini via whatsapp. Alle 8 poi trasmettiamo il Rosario recitato dai bambini, e alle 9 va in onda la Messa in diretta dalla parrocchia». 

Ogni giorno ci sono poi programmmi specifici. Il martedì c’è Luci al San Martino, incontri in diretta con i pazienti del reparto di ematologia dell’ospedale genovese.

«Il mercoledì con A tutto gas facciamo tappa al Gaslini (il noto ospedale pediatrico del capoluogo ligure, ndr) coinvolgendo anche i piccoli che non possono lasciare le stanze. Lo scorso 24 maggio, alla vigilia della visita a Genova, ci ha anche chiamato papa Francesco!», ricorda entusiasta don Fiscer. «Il giovedì invece porto la radio nel carcere di Marassi. Joy box è il programma musicale in cui i detenuti, una cinquantina quelli coinvolti, indicano le canzoni da trasmettere. Oltre alla musica c’è poi spazio per il confronto e alcuni chiedono perfino di confessarsi». 

Il lavoro quotidiano: Radio fra le note si racconta

  

Federico Pincin, 48 anni, è uno dei fondatori della radio. «Mi sono occupato dell’allestimento degli strumenti e ho insegnato ai ragazzi come fare regia». Pincin, che il giovedì sera conduce La bottega delle parole − trasmissione «alla vecchia maniera in cui chiacchieriamo sulla vita, il volontariato, l’educazione e tanto altro, presentando storie che sui media non trovano spazio» −, ricorda bene il primo giorno di trasmissione: «Lo studio era artigianale ma vibrava di energia: dai piccoli ai più grandi, eravamo tutti emozionati per l’avventura che prendeva vita. Io e don Roberto oggi coltiviamo un sogno: ascoltare la radio da casa, comodamente seduti sul divano, sapendo che i ragazzi stanno portando avanti bene, autonomamente, il prezioso lavoro della radio».

Arianna Opera, 37 anni, inizialmente era solo un’ascoltatrice. Contagiata dalla spensieratezza di Discoratorio (altra trasmissione condotta da don Fiscer, ndr) ha poi pensato di proporre lei stessa un programma. «Si chiamava A prima vista, era dedicato all’amore: a preparare gli interventi e ad andare in onda eravamo tutte ragazze. L’anno dopo ci siamo cimentate con Music song life, che è andato in onda fino a giugno: ogni settimana coinvolgevamo coppie di fidanzati o amici con cui affrontavamo tematiche di coppia e di relazione. Poi abbiamo allargato il campo anche a volontari, insegnanti e famiglie, tutte persone con storie significative da condividere».

Un programma dopo l’altro, la radio trasmette 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana. «Con il tempo sono aumentati i programmi che parlano di realtà esterne alla parrocchia: la radio aiuta anche a guardare oltre il proprio orizzonte. Dopo una prima fase in cui puntavamo a trasmettere gioia e a portare i ragazzi via dalla strada, mi sono sentito chiamato a donare serenità e allegria a chi ne ha più bisogno, come gli ammalati. Per questo abbiamo ideato i programmi dagli ospedali, un modo per prenderci a cuore la sofferenza degli altri», spiega ancora don Fiscer. 

Oggi i parrocchiani che ruotano attorno alla radio sono circa cinquanta. «Fra loro ci sono ragazzi ma anche tanti adulti; per decidere il palinsesto a inizio stagione facciamo una riunione di programmazione. Ci seguono ascoltatori da tutta Italia: con alcuni ci siamo incontrati di persona, di altri invece conosciamo solo la voce», dice il sacerdote.

LE DIRETTE E GLI SPETTACOLI

Negli anni l’esperienza radiofonica è cresciuta come una famiglia, dando anche vita ad altre attività connesse, come lo spettacolo Strade dorate, che coinvolge una cinquantina di ragazze e ragazzi. Dal prossimo anno sarà Arianna Opera a tirare le fila dell’esperienza: «Si tratta del musical Danza Gesù (ispirato alla “danza sacra” di suor Anna Nobili, ndr). Portiamo lo spettacolo in giro per le parrocchie e le carceri. Tante volte a organizzare gli eventi sono le famiglie dei pazienti conosciuti negli ospedali. Alcuni di loro sono tornati in cielo, altri sono guariti: con tutti è rimasto un profondo rapporto di amicizia, cementato dalla fede». Conclude don Fiscer: «In questi anni abbiamo trovato speranza anche in mezzo a dolori e lutti. Gesù prende le sofferenze e se ne fa carico. Se vissuto con fede, il dolore rinforza i legami: la radio è come una carezza su una ferita».

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