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martedì 16 agosto 2022
 
PACE & SOLIDARIETà
 

Don Stimamiglio: «L'opinione pubblica è contraria alla guerra, ma non protesta»

23/06/2022  Il direttore di Famiglia Cristiana è intervenuto al 42° Convegno delle Caritas italiane. Con lui, Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, e i responsabili delle Caritas dell'Ucraina. L'esibizione dei due maestri violinisti Ksenia Milas (russa) e Oleksandr Semchuk (ucraino)

«I sondaggi dicono che i due terzi degli italiani sono contrari alla guerra Russia-Ucraina, ma salvo lodevoli eccezioni (penso alla Marcia Perugia-Assisi e alle iniziative varate da Rondine) la gente non protesta, non scende in strada. Altro che manifestazioni contro il conflitto in Vietnam». Don Stefano Stimamiglio, 57 anni, direttore di Famiglia Cristiana, è intervenuto al 42° Convegno nazionale della Caritas italiana insieme con Marco Tarquinio, direttore di Avvenirepadre Vyacheslav Grynevych, segretario generale di Caritas-Spes Ucraina, Tetiana Stawnichy, presidente di Caritas Ucraina, Mira Milavec, Caritas-Spes Ucraina, e Amina Krvavac, direttrice esecutiva del Wcm (War Childhood Museum), il museo dell’infanzia di guerra di Sarajevo. Il dibattito è stato moderato da Paolo Lambruschi, inviato di Avvenire.

«Gli orientamenti culturali e le scelte politiche si nutrono dei sentimenti più intimi delle persone», ha ricordato don Stimamiglio: «Bisogna vigilare sul cuore che può organizzarsi per il bene, svuotando gli arsenali e riempiendo i granai, ma - come ben sappiamo - anche per il male, costruendo ordigni sempre più sofisticati e letali. Nel campo geopolitico stanno cambiando tutti i riferimenti noti: all'eclissi dell'Occidente, Europa in testa, corrisponde l'ascesa dell'Oriente (Cina, India e Pakistan, in primo luogo) dell'Africa e e dell'America Latina (Brasile in primo luogo), macroareee dove Mosca conta più fan  di quanto noi pensiamo. Pecchiamo di provincialismo. Non riusciamo a interpretare fino in fondo il cambiamento d'epoca che stiamo vivendo. Una cosa è certa: problemi complessi come quelli che abbiamo di fronte non tollerano risposte semplicistiche».

«Sogno che si metta in rete l'Europa, che mi piacerebbe sempre più Federazione di Stati», ha detto dal canto suo Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire. «Chiediamo all'Unione europa di spezzare le logiche della guerra». Altre grandi potenze potevano fare di più e meglio: «Se Cina e Usa avessero agito insieme la guerra non sarebbe scoppiata», ha affermato Tarquinio. Sia Tarquinio che Stimamiglio hanno ricordato gli altri conflitti in corso. E quelli passarti: «Il liberismo selvaggio s'è diffuso imponendo le sue guerre», ha chiosato Tarquinio, che s'è detto certo di come, tra qualche tempo, emergeranno pagine di letteratura, poesie e preghiere nate sotto le bombe, nel buio di scantinati trasformati in rifugi. «Come sempre nella storia», ha puntualizzato Tarquinio

L'evento è satto accompagnato dalle note dei due maestri violinisti Ksenia Milas (russa) e Oleksandr Semchuk (ucraino), apprezzato quanto inossidabile duo artistico sul palcoscenico, innamorati coniugi nella vita. 

 
 
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