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venerdì 24 maggio 2024
 
Tonino Bello
 

Don Tonino Bello: il profumo cristiano

10/04/2017  Il Vangelo trova nella passione, morte e risurrezione di Gesù la realizzazione perfetta della sua novità. E don Tonino ci ricorda che questa realizzazione non si chiude nella tristezza dei giorni del dolore, ma nella gioia della vita restituita a Lui e a noi.

Noi dobbiamo imparare di più a stare insieme. Solo allora si realizzerà quello che accadde a Betania: tutta la casa si riempì di profumo. Il Signore ci aiuti a spandere in casa e nel mondo il buon profumo di Cristo. Profumo nella casa, la comunione. Profumo nel mondo, la speranza.
Qual è questo profumo di unguento di cui dobbiamo riempire la casa e qual è questo buon profumo di Cristo che dobbiamo diffondere nel mondo?
Non penso si faccia molta fatica a rispondere. Il profumo che deve riempire la casa è l’intimità nuziale con Cristo. Da lui deriva la comunione. Che non è semplice compattamento aziendale. Miei cari fratelli, vi supplico in nome di Cristo e con tutta la forza che deriva dalla missione che lo Spirito Santo mi ha affidato: deponiamo le divisioni. È vero che, se siamo compatti ma manca lui, è inutile il nostro lavoro; però, se siamo divisi, è soltanto una pretesa quella di dire che Gesù è con noi: non è con noi.

Accantoniamo le contese, eliminiamo le rivalità. Con la nostra peccaminosa frantumazione corriamo il rischio di essere più crudeli dei soldati romani sul Golgota, i quali non solo non lacerarono la tunica, ma non gli ruppero nessun osso, e lasciarono intatto sulla croce l’Agnello pasquale ucciso per i nostri peccati. Lavoriamo insieme su progetti comuni. Gareggiamo nello stimarci a vicenda. Portiamo gli uni i pesi degli altri.
Convinciamoci che non sono credibili le nostre parole se perseveriamo in squallidi esercizi di demolizione reciproca. L’olio profumato della comunione ci faccia camminare insieme. Ci raccolga a tavola insieme.
Come l’olio di Betania, quello della comunione ha un prezzo altissimo. Noi dobbiamo pagarlo senza sconti, anche perché non è un prodotto commerciabile, in vendita nelle nostre profumerie, né il frutto dei nostri sforzi. È un dono di Dio che dobbiamo implorare senza stancarci. Ma l’otterremo e la nostra Chiesa si riempirà tutta del suo profumo. Il profumo che deve riempire il mondo è il servizio fraterno, ricco di speranza.

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