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lunedì 04 luglio 2022
 
PRESIDENZIALI USA
 

Usa, Donald Trump in corsa per la Casa Bianca

17/06/2015  Il ricchissimo imprenditore immobiliare americano, da alcuni anni anche celebrità della Tv grazie al talent show "The apprentice", ha annunciato la sua candidatura alle primarie presidenziali repubblicane.

Ci aveva pensato già altre volte in passato, la prima quasi trent'anni fa, poi ancora nel 1999, nel 2004, nel 2008, l'ultima nel 2011. Stavolta, Donald Trump fa sul serio. Dall'alto della sua Trump Tower sulla Fifth Avenue, nel cuore di Manhattan, il celebre, stravagante, discusso magnate dell'imprenditoria statunitense ha lanciato la sua sfida presidenziale: si presenterà come candidato alle primarie repubblicane. 

Una candidatura sbandierata a suon di proclami roboanti e agguerriti - che parlano più alla pancia che alla testa della gente - del tipo: "Riporterò i nostri posti di lavoro da Cina e Messico. Riporterò in America i nostri soldi", e ancora: "Costruirò un grande muro alla nostra frontiera meridionale e farò in modo che il Messico paghi per quel muro". Cina, Messico, nemici degli Stati Uniti, secondo la visione dell'imprenditore. Che non ha tralasciato il terrorismo islamico ("Nessuno sarà più duro contro l'Isis di Trump"), il nucleare dell'Iran.

Presentato dalla figlia Ivanka, il ricchissimo imprenditore (nonché star della Tv) ha lanciato un feroce attacco contro Barack Obama, contro l'Obamacare, la riforma sanitaria, stigmatizzata come la "grande bugia", contro i politici che "fanno discorsi ma non azioni" e ha rivendicato con grande orgoglio la sua enorme ricchezza. A suo dire, il suo patrimonio gli permetterà di correre per la Casa Bianca senza bisogno dei soldi dei lobbysti, dunque senza influenze esterne, per riportare alla grandezza perduta un'America che "non è più capace di vincere" e si sta addirittura trasformando in un "Paese del terzo mondo".

Sessantanove anni, tre mogli - fra le quali la più famosa è Ivana Trump -, cinque figli, Donald Trump ha ereditato da suo padre Fred il business nel settore edile ed è oggi uno degli imprenditori più ricchi d'America. La sua lussuosa Trump Tower, dalla quale ha lanciato la sua candidatura ufficiale, è anche un luogo celebre per il pubblico della televisione americana: il grattacielo di 68 piani è infatti la sede di The Apprentice, il talent show della Nbc per giovani aspiranti manager che il neo-candidato presidenziale conduce. Nel programma Trump incarna il ruolo del Boss; chi vince, dimostrando migliori doti manageriali, ottiene un contratto di un anno per guidare una delle compagnie dell'imprenditore (il programma è sbarcato anche in Italia, con Flavio Briatore nei panni del Trump di casa nostra).

Le possibilità di vittoria per il magnate sono a dir poco scarse. Come si legge nel Washington Post, "Trump non è attualmente e quasi certamente non sarà mai un candidato credibile per la presidenza". Ma, spiega il blog politico del quotidiano, la sua candidatura, oltre che un evento mediatico, è anche un disastro per la politica, più nello specifico quella repubblicana. Trump non è amato. Ma il punto è che è molto conosciuto, grazie soprattutto alla popolarità televisiva conquistata negli ultimi anni.

La sua candidatura, comunque, non può essere ignorata. Sarà un potente e corrosivo elemento disturbatore. Attirerà l'attenzione degli elettori, di chi lo ammira e di chi non lo sopporta. E rischia di mettere in ombra, soprattutto sui social media, gli altri candidati repubblicani. Primo fra tutti Jeb Bush, 62enne ex governatore della Florida, che ha presentato la sua candidatura il giorno prima di Trump. Il logo della sua campagna elettorale: semplicemente "Jeb", senza riferimenti al famoso e ingombrante cognome, per tentare di rivendicare la sua autonomia dalla dinastia di cui fa parte: il fratello George junior e il padre George senior, rispettivamente 43° e 41° presidente degli Stati Uniti.  

(foto Reuters)

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