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Donne al potere, migliora l'utile

11/02/2016  Per uno studio del Pearson Institute for international economics di Washington le aziende che nel Cda hanno numero significativo di quote rosa migliorano l’utile. L’Italia è sul podio per il numero di donne nei ruoli dirigenziali.

Mentre Papa Francesco nomina Nataša Govekar, slovena, di 41 anni, docente presso l’Atelier di teologia Card. T. Špidlík del Centro Aletti in Roma, ai vertici della Comunicazione vaticana, uno studio del Pearson Institute for international economics di Washington-  illustrato dal Financial Times - su 21.980 imprese in 91 Paesi conferma che quelle dove almeno il 30% del board è rosa conquistano un incremento del 6% della quota di utile netto.

Ovvero metti più donne alla guida di un’azienda e l’utile sale. Sarà per le migliori capacità organizzative o per la naturale propensione a contemplare sia l’aspetto professionale che quello umano. Per la capacità di gestire meglio le risorse economiche e la minor propensione a farsi corrompere. Fatto sta che l’Italia lo sa se dallo studio emerge che il nostro Paese è medaglia di bronzo nel riconoscere uno ruolo nella dirigenza alle donne dopo Norvegia e Lettonia.

Lo scorso giugno, infatti, il nostro Paese ha raggiunto il 27,6% di donne al vertice (dato del rapporto 2015 della Mc Kinsey Woman in the workplace). Grazie anche alla legge che approvò il Governo Monti della parità di genere nei Cda di aziende quotate.

 
 
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