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sabato 18 maggio 2024
 
Cina
 

Dopo 4 anni resta in carcere la giornalista che denunciò la pandemia Covid

14/05/2024  Lunedì le autorità cinesi avrebbero dovuto rilasciare l’attivista dei diritti e cristiana Zhang Zhan, incarcerata dopo aver documentato le prime fasi dell’epidemia di coronavirus nella città di Wuhan nel 2020

Zhang Zhan oggi ha 40 anni, è cristiana, e da tempo è in prima linea per la difesa dei diritti umani a Shanghai in qualità di giornalista-civica. Gli ultimi 4 li ha trascorsi in carcere dopo che nel 2020 si era recata a Wuhan all’inizio del 2020 da Shanghai, dove viveva, pubblicando resoconti direttamente dagli ospedali affollati e dalle strade vuote che dipingevano un quadro della pandemia più terribile rispetto alla narrativa ufficiale che il Partito divulgava in Cina e all’estero. Per questo è stata arrestata dalla polizia. Intanto cresce la preoccupazione degli attivisti per i diritti umani che hanno attivato dopo il suo arresto la campagna Free Zhang Zhan per chiedere a Xi Jinping la scarcerazione. In molti temono che il silenzio dal penitenziario indichi che la sua privazione della libertà stia continuando sotto un’altra forma.

Laureata alla Southwestern University di Chengdu, Zhan era un’avvocata a cui le autorità avevano sospeso la licenza a causa delle sue battaglie per i diritti umani. E in carcere ci era già finita nel settembre 2019 per aver marciato in piazza con un ombrello, a sostegno delle proteste di Hong Kong per mantenere l'autonomia da Pechino

In una nota diffusa dalla campagna Free Zhang Zhan, che con un gruppo di attivisti da Londra ha tenuto accesi i riflettori sul suo caso è stato reso pubblico come non sia arrivata ancora nessuna conferma sul fatto che la donna abbia effettivamente lasciato il carcere e sia tornata a casa: «Sappiamo che la famiglia di Zhang Zhan è stata sottoposta a enormi pressioni e ha ricevuto un minaccioso avvertimento a non rilasciare interviste ai media. Anche le telefonate degli amici sono rimaste senza risposta. Un attivista di Shanghai nei giorni scorsi è stato convocato dalla polizia per aver mostrato l’intenzione di andare a prendere Zhang Zhan all’uscita della prigione insieme alla madre dopo la scarcerazione».

Free Zhang Zhan infine parla anche di «segnali davvero molto preoccupanti. Se Zhang Zhan si troverà nella stessa situazione di Chen Jianfang». Chen è un’attivista che nell’ottobre 2023, quando è stata rilasciata dal carcere, è finita agli arresti domiciliari. «Il silenzio di Pechino parla chiaro - concludono gli attivisti -. Esortiamo la comunità internazionale a chiedere conto al regime comunista cinese della sua orrenda pratica di ‘detenzione morbida’ o di ‘non rilascio’ dei prigionieri politici». Una situaizione che con molta probabilità, dovrà affrontare anche Zhan. Qualora venisse rilasciata.

 
 
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