Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
domenica 21 aprile 2024
 
separazione
 

«Dopo la separazione non vuol stare col papà»

24/01/2024  «Una coppia di nostri amici con tre figli, due ragazze adolescenti e un ragazzo di 13 anni, si è separata due anni fa. La nostra amica vive con i ragazzi, mentre l’ex marito ha creato una nuova relazione.» Leggi la risposta di Fabrizio Fantoni

Una coppia di nostri amici con tre figli, due ragazze adolescenti e un ragazzo di 13 anni, si è separata due anni fa. La nostra amica vive con i ragazzi, mentre l’ex marito ha creato una nuova relazione.

Mentre le due figlie hanno mantenuto col papà un rapporto buono, il figlio più piccolo non vuole stare nella nuova casa del papà, a causa della sua nuova compagna. Non gli piace. Il papà insiste con il ragazzino, e con la ex moglie, perché lo convinca. A noi ha detto che, secondo lui, la mamma lo manipola per mettergli i bastoni tra le ruote. Noi, però, pensiamo che non sia ancora pronto a questa nuova situazione affettiva del papà.

NICOLA

 

Risposta di Fabrizio Fantoni

– Caro Nicola, penso che occorra ascoltare con attenzione questo ragazzo e le sue resistenze ad accettare la nuova compagna del padre. Non è diffi cile pensare che per lui il ricordo del legame tra i genitori sia ancora vivo.

Più che l’effetto di una manipolazione, può essere che si identifi chi nella madre, se lo unisce a lei la persuasione di essere stato abbandonato dal padre; o che non accetti che un’altra donna abbia sostituito la mamma nel cuore del papà. Penso allora che la partita si giochi tra il padre e il fi glio; innanzi tutto, capendo quanto fosse solido il rapporto prima.

E poi, cercando di ripristinarlo da parte del papà, che è chiamato a compiere uno sforzo di creatività e di disponibilità verso questo fi glio quasi adolescente, “corteggiandolo” con dedizione. Ad esempio, può creare occasioni per stare solo con il fi glio, condividendo qualche interesse del ragazzino con autentica partecipazione. Oppure può proporre qualche esperienza avventurosa e divertente che li coinvolga (anche con le sorelle).

Questi momenti non vanno usati per persuadere il fi glio ad andare a casa del papà, ma per ritrovare il piacere di stare insieme. Solo così potrà ristabilirsi un rapporto di fiducia e disponibilità da parte del ragazzo.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo