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giovedì 26 maggio 2022
 
Movimento per la Vita
 

E' Gian Luigi Gigli il nuovo presidente

29/03/2015  Ha 63 anni, è psichiatra e docente di Neurologia all’Università di Udine. «Ci aspettano tante sfide, non solo contro l'aborto ma anche sui nuovi orizzonti delle tecniche di procreazione medicalmente assistita». Succede a Carlo Casini, che oltre quarant’anni fa ha creato il Movimento con un’appassionata opera a favore della vita nascente.

E’ Gian Luigi Gigli il nuovo presidente del l Movimento per la vita italiano. Succede a Carlo Casini, che ha accettato di rimanere presidente onorario di quella realtà creata oltre quarant’anni fa con un’appassionata opera a favore della vita nascente. Un impegno vissuto senza dimenticare il tentativo di cercare nuove risposte alle molteplici e sempre più attuali domande di natura bioetica sollevate intorno a questo tema. 

Gigli, 63 anni, psichiatra e professore ordinario di Neurologia presso la Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Udine, membro della Pontificia Accademia per la Vita, ha accolto il nuovo incarico cominciando proprio con il ringraziare il suo successore. «Il Movimento ha saputo largamente rinnovare i suoi vertici ma siamo qui grazie alla lunga e appassionata testimonianza di Carlo Casini a favore della bellezza e della dignità di ogni vita umana. Ora dobbiamo tutti lavorare con impegno, le sfide che ci aspettano sono enormi. Da affrontare insieme e con ottimismo ma senza sottovalutarle: non soltanto il fronte dell’aborto riaffermando la cultura della prevenzione e della difesa della vita, ma anche i nuovi orizzonti che si aprono intorno alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, il fine vita, scenario strettamente collegato al mutamento demografico della nostra società, le nuove ideologie sul genere ed altro ancora».

Il professor Gigli ha lavorato a lungo nell’associazionismo medico cattolico presiedendo per otto anni la Federazione internazionale. «I problemi sono davvero molteplici in questa società in continuo cambiamento», spiega, «ma siamo tanti anche noi e vogliamo continuare a dare il nostro contributo nella direzione del rispetto della vita umana e del suo valore all’interno del dibattito culturale e politico contemporaneo».

 
 
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