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lunedì 29 novembre 2021
 
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E alla Curia: santità e poche chiacchiere

22/12/2013 

Servire la Chiesa con santità e senza chiacchiere. Lo ha detto il papa sabato 21 dicembre ai tradizionali auguri di Natale alla Curia romana. E’ tornato dunque a condannare come aveva già fatto tante altre volte le chiacchiere che, ha avvertito, “danneggiano la qualità delle persone, del lavoro e dell’ambiente”. Poi ha aggiunto: non siate una “dogana burocratica”, che non permette l’azione dello Spirito Santo. Ha salutato chi va in pensione dicendo: “Sappiamo bene che come sacerdoti e vescovi non si va mai in pensione, ma dall’ufficio sì, ed è giusto, anche per dedicarsi un po' di più alla preghiera e alla cura delle anime, incominciando dalla propria!”. Il grazie speciale del Papa è andato a chi ha lavorato in Curia “per tanti anni e con tanta dedizione, nel nascondimento”: “Questo è veramente degno di ammirazione. Io ammiro tanto questi monsignori che seguono il modello dei vecchi curiali, persone esemplari... Ma anche oggi ne abbiamo! Persone che lavorano con competenza, con precisione, abnegazione, portando avanti con cura il loro dovere quotidiano”.

Bergoglio ha anche avvertito che “quando non c’è professionalità, lentamente si scivola verso l’area della mediocrità. Le pratiche diventano rapporti di cliché e comunicazioni senza lievito di vita, incapaci di generare orizzonti di grandezza. D’altra parte, quando l’atteggiamento non è di servizio alle Chiese particolari e ai loro vescovi, allora cresce la struttura della Curia come una pesante dogana burocratica, ispettrice e inquisitrice, che non permette l’azione dello Spirito Santo e la crescita del popolo di Dio”. Ha insistito sulla sanità, criticando le chiacchiere. Anzi ha precisato che lavorare in Curia secondo santità significa fare “anche obiezione di coscienza alle chiacchiere!”: “Noi giustamente insistiamo molto sul valore dell’obiezione di coscienza, ma forse dobbiamo esercitarla anche per difenderci da una legge non scritta dei nostri ambienti che purtroppo è quella delle chiacchiere. Allora facciamo tutti obiezione di coscienza; e badate che non voglio fare solo un discorso morale! Perché le chiacchiere danneggiano la qualità delle persone, danneggiano la qualità del lavoro e dell’ambiente”. 

 
 
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