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Sigarette elettroniche, è boom tra i giovanissimi

04/09/2019  Proliferano sui social come Instagram i messaggi che invitano i ragazzi, in modo occulto o esplicito, a usare le e-cig. Altroconsumo: «Pubblicità scorretta, intervenga l’Antitrust»

La vendita di liquidi con nicotina ai minori è illegale e sono vietati gli spot che promuovono sigarette elettroniche (E-cig) e liquidi. Per questo motivo, l’organizzazione Altroconsumo ha chiesto l’intervento dell’Antitrust segnalando pratiche scorrette – che questa associazione di consumatori non esita a definire «spregiudicate», perché aggirano una normativa chiara – cioè la pubblicità di questi prodotti, in particolare attraverso il cosiddetto «social media e influencer marketing»; in altre parole, la capacità di coinvolgere inuencer che attraverso i loro contenuti social ne promuovono (in maniera esplicita o occulta) l’uso e l’immagine. Facendo, in questo modo, grande presa sui comportamenti dei ragazzi.

In pratica, facendo una ricerca su Instagram, il social network in assoluto più usato dai ragazzi, emerge una serie di “hashtag” (#svapo #vape #vapeporn #svapoitalia #svapomania…) che anche i giovanissimi utilizzano a corredo di foto e selfie per sentirsi popolari tra i coetanei. Spiega Altroconsumo: «Una passione, quella per le e-cig (le sigarette elettroniche), che ha dato vita alla community dei “vapers” fatta di incontri, fiere, tutorial per farsi da soli la propria e-cig e sperimentare nuovi gusti».

Il ricorso di Altroconsumo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato poggia sui dati diffusi dalla Sorveglianza Gyts (Global youth tobacco survey), dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute: il 18 per cento degli adolescenti italiani, tra 13 e 15 anni, fa uso di sigarette elettroniche, con un aumento del 125% dei piccoli “svapatori” rispetto al 2014.

Anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel rapporto Epidemia globale di tabacco 2019, sostiene che le e-cig «possono diventare una porta di ingresso verso il fumo convenzionale: sono senza dubbio dannose e dovrebbero essere regolamentate». Non solo; secondo l’Oms «i vari Paesi dovrebbero applicare il divieto di pubblicità, di aromatizzazione dei prodotti e l’introduzione di politiche che obblighino i produttori a rendere le sigarette elettroniche poco attraenti per i giovani».

Quello che è più insidioso, e subdolo, è il fatto, come sottolinea Altroconsumo annunciando la richiesta all’Antitrust di intervenire, che proprio attraverso i social e le nuove forme di marketing e di pubblicità gli adolescenti percepiscano queste e-cig meno pericolose rispetto alle sigarette tradizionali, trasformando in questo modo la sigaretta elettronica «in un prodotto “cool”, alla moda, grazie a un design ricercato e a una pluralità di aromi da provare per tutti i gusti: dal mojito alla piña colada, dalla fragola al caramello».

 
 
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