logo san paolo
mercoledì 01 dicembre 2021
 
 

E Dio disse: «Stai sciallo»

06/12/2011  In Olanda c'è chi ha tradotto la Bibbia in slang giovanile, per avvicinare le nuove generazioni ai testi sacri. Dubbi e perplessità in Italia.

Giovani raccolti in preghiera attorno a Bibbia (foto: Thinkstock).
Giovani raccolti in preghiera attorno a Bibbia (foto: Thinkstock).

Sarà un misto di olandese, surinamese, turco, marocchino, inglese e caraibico la nuova Bibbia che sta per essere pubblicata in Olanda. Lo scopo è quello di avvicinare le giovani generazioni al testo sacro riscrivendolo in uno slang giovanile. Il Pentateuco, i libri storici, i libri sapienziali, i profeti, i Vangeli e gli Atti degli Apostoli avranno così un linguaggio “da strada”.

«È un’operazione ardita», ha subito commentato don Renato De Zan, docente presso il Pontificio ateneo Sant’Anselmo di Roma, «un tentativo ben mirato, ma escludente». Un’operazione simile in Italia sarebbe ancora più difficile, dicono i biblisti, sia per la diversità di linguaggio tra i giovani delle diverse parti del Paese, sia per la velocità con la quale cambia il gergo dei ragazzi. «Lo slang», ha sostenuto De Zan, «è un sub linguaggio e ciò che vale oggi domani è già invecchiato. In più quando si traduce in una lingua nazionale si opera già una sintesi, il più aderente al testo originario, di vari  linguaggi perché, ad esempio, l’italiano di un operaio è diverso da quello di un agricoltore o di un professore universitario o di un ingegnere. Introdurre una “sottocategoria” come quella dello slang giovanile non  credo possa avvicinare di più alla Bibbia».

Per il momento, dunque, non leggeremo Dio che dice «stai sciallo» per dire «abbi fiducia, stai sereno».

I vostri commenti
1

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo