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sabato 28 maggio 2022
 
 

È già inverno con la musica di Bon Iver

08/08/2011  Il secondo album dell'artista americano conferma il suo originale talento

"Per molti, ma non per tutti”, recitava un famoso slogan pubblicitario che si può applicare alla perfezione al secondo lavoro di Bon Iver, alias Justin Vernon, trentenne cantautore californiano. Quattro anni fa si era fatto notare da gente come Peter Gabriel con un disco, “For Emma, forever ago” composto in isolamento in una capanna del Vermont per smaltire il dolore di una malattia e della fine di un amore.

Canzoni dalle atmosfere notturne, inquiete, tanto che una finì pure nella colonna sonora di “The Twilight saga: new moon”, uno dei film della saga dei vampiri romantici creati da Stephenie Meyer. Con questo nuovo disco, intitolato semplicemente con il suo nome, (Bon Iver, dal francese “bonne hiver”, “buon inverno”) Vernon non ha tradito le attese, finendo nella top ten inglese e americana e al primo posto in Danimarca e Norvegia. Torniamo allora allo slogan pubblicitario. Le canzoni di Bon Iver sfuggono a facili etichette. Anzi, non sono proprio facili. Prendiamo l'iniziale “Perth”: su un tappeto di chitarre elettriche all'inizio delicate e poi sempre più aggressive, si innesta una batteria che procede quasi a tempo di marcia su cui la voce di Iver, rigorosamente in falsetto, si inerpica su melodie che creano un'onda sonora che rifugge la classica struttura strofa-ritornello.

Il resto del disco prosegue su questa falsariga: sono canzoni che non si possono ascoltare in autoradio con il sottofondo del traffico, ma vanno assaporate con calma, ad occhi chiusi, per sgombrare la mente dai pensieri e farsi invadere da una misteriosa sensazione di bellezza. Il rischio, in alcuni punti, è di chiuderli davvero gli occhi e di addormentarsi perché non sempre il gioco riesce. Ma basta una canzone come “Calgary” a dimostrare che Bon Iver non è affatto una meteora e che questo disco è senz'altro uno dei più originali del 2011. 

 
 
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