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giovedì 13 agosto 2020
 
Infodemia
 

«È il nostro “scienziato”. Ma ogni tanto casca nelle fake news dell’epidemia»

01/07/2020  Non basta esser giovani e "preparati" per essere immuni dalle bufale. Ecco i consigli del nostro esperto Fabrizio Fantoni, Psicologo e psicoterapeuta

Ho un nipote di 15 anni: da sempre in casa è “lo scienziato” perché gli piacciono gli argomenti scientifici. Guarda i video di Focus e altre cose su YouTube. È molto bravo a scuola, fa la II liceo delle scienze applicate e le sue materie preferite sono scienze, chimica e fisica. Adesso, con l’epidemia di coronavirus, si informa tantissimo sui possibili vaccini, sulle cure, sull’andamento dei contagi. Qualche volta però sembra una vera e propria fissazione: parla solo di quello! E poi, non mi sembra che sempre si riferisca a cose credibili, ma gli piaccia un po’ anche cercare informazioni “alternative”. Io non sono così competente, però qualche volta mi sembra che dica cose esagerate. Si parla tanto di bufale e fake news e ho l’impressione che qualche volta ci caschi anche lui.

ZIO LEO

Caro zio Leo, qualche volta gli adolescenti vengono assorbiti dalle loro passioni in modo così esclusivo da diventare “a senso unico”. Parlano (quasi) solo di quello e se gli si dà ascolto, vanno avanti no a sfinirci. Non sempre però sono anche in grado di ascoltare con la stessa attenzione. Per questo, la prima cosa da fare è, pur apprezzando il loro livello di conoscenza, non farsi incantare. Meglio piuttosto assumere un atteggiamento interlocutorio, facendosi spiegare le cose che non riusciamo a capire o facendo domande. Non per metterli in difficoltà, ma per non alimentare eccessivamente il loro narcisismo.

La preoccupazione riguardo alla correttezza delle loro informazioni deve partire da un sano atteggiamento critico. Non tutto quello che si legge è vero solo perché è pubblicato su Internet. Occorre dubitare, senza diventare paranoici. Il che significa riconoscere le fonti più autorevoli, individuandole nelle autorità più affidabili in campo scientifico, singoli o, meglio ancora, istituzioni di rilievo, che pubblicano o riprendono la notizia. Spesso il primo obiettivo di chi diffonde certe notizie è fare colpo. Il sensazionalismo si accompagna al catastro smo e al complottismo, compagni di strada di chi ne vuole sapere ogni volta più degli altri.

Per questo è sempre bene chiedere da dove viene una certa informazione e prendere un po’ di tempo. Qualche volta certe notizie a effetto si sgonfiano da sole, perché ricevono smentite o repliche importanti. Oggi poi è possibile effettuare con una certa facilità veri che su Internet: servono per capire la provenienza di una notizia, magari facendo attenzione all’url, cioè all’indirizzo del sito da cui proviene. Servono anche per misurarne il grado di verità scientifica, che non è semplicemente la valutazione di quanto è persuasiva, ma la sua conferma sperimentale. E magari, per scoprire che questa notizia è già stata catalogata come una “bufala” o un hoax, che ne è il corrispettivo in inglese.

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