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venerdì 18 settembre 2020
 
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E il Papa telefonò a Benigni

18/12/2014  «Era molto contento», spiegano dallo staff del comico toscano. Oltre al plauso di vescovi e cardinali, è arrivato anche quello delle comunità ebraiche italiane

Dal Vaticano nessuna conferma o smentita trattandosi di «telefonate private» del Pontefice. Alla fine però la chiamata tanto attesa a Roberto Benigni è arrivata.

Martedì sera, prima della seconda serata dedicata ai Dieci Comandamenti che ha tenuto incollati su Raiuno oltre 10 milioni di spettatori raggiungendo il 38% di share, Bergoglio ha chiamato l’attore toscano per complimentarsi.  «Era molto felice nel sentire il Papa», sussurrano dal suo staff. Sul contenuto del colloquio  bocche cucite.

«Non mi sorprende questa chiamata», spiega monsignor Vincenzo Paglia, «Benigni ha interpretato molto bene il modello di Chiesa “in uscita” che vuole Bergoglio». Difficile dire se il Papa abbia seguito lo show in diretta su Raiuno. Di solito va a letto molto presto e non guarda la Tv. Però il giudizio di vescovi e cardinali sui Dieci Comandamenti è più che lusinghiero. Quasi entusiasta.

 «Benigni ci ha spiegato molto bene il senso del Dio biblico del Vecchio Testamento» secondo l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori che ha sottolineato la «formula molto bella» usata dall’attore  «quando ha detto “ciò che importa non che Dio è, ma che Dio c'è”: non l'esistenza ma la presenza, la vicinanza di Dio. Mi auguro che un giorno Benigni possa affrontare anche il Nuovo Testamento e quindi ci parli di Gesù. Ci parli cioè non solo di un Dio che c'è, ma di un Dio che è uomo, si è fatto uomo. Senza una teologia dell'incarnazione», ha concluso, «noi non riusciamo a capire questo mondo che è intorno a noi».    

Soddisfazione ovviamente anche in casa Rai. Lo spettacolo di Benigni «resterà nella storia della televisione: non soltanto ha segnato una pagina straordinaria, ma rimarrà uno dei cardini, sarà ricordato come uno dei grandi eventi quando si parlerà di cultura sul mezzo televisivo», ha detto il direttore di Raiuno Giancarlo Leone.

Anche il mondo ebraico plaude all’attore. «#Diecicomandamenti, ormai le cose serie si ascoltano solo dai comici»: ha scritto in un tweet il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, riassumendo il plauso quasi unanime delle comunità ebraiche italiane e dei rabbini in particolare. Di Segni, talmudista di fama internazionale, ha spiegato: «Sono rimasto piacevolmente stupito dalla quantità di messaggi midrashici che sono passati e dal modo in cui è stato presentato il Talmud. Si vede - aggiunge in un intervento rilanciato da 'Moked', portale d'informazione ebraico - che Benigni si è preparato a fondo, attingendo in modo significativo da libri e testi ebraici».

« Benigni ha colto appieno il senso dello Shabbat (il sabato ebraico, giorno di riposo settimanale, ndr)», fa eco rav Roberto Della Rocca, direttore del Dipartimento educazione e cultura dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei). «La linea è quella dell'esegesi rabbinica, si vede che ha studiato».

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