logo san paolo
sabato 28 maggio 2022
 
 

E ora l'ambiente aspetta una Corte

09/05/2012  Oggi a Roma, in Campidoglio, inizia un seminario per chiedere al Governo di appoggiare una Corte Internazionale per l’Ambiente. Che potrebbe esprimersi in caso di danni ecologici.

Esponenti delle istituzioni italiane e dell’Unione europea, economisti, climatologi, rappresentanti delle associazioni ambientaliste e delle principali sigle impegnate nella "green economy": tutti riuniti in Campidoglio domani, 9 maggio 2012, per un seminario organizzato dall’Icef (International Court of the Environment Foundation) con un solo obiettivo: fare pressione sul nostro Governo perché si faccia portavoce della proposta di creare una Corte Internazionale per l’Ambiente, durante i lavori di Rio+20, la conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile in programma a Rio de Janeiro nella seconda metà di giugno.

«Così come esiste la Corte di giustizia dell'Aja vorremmo – spiega Amedeo Postiglione, direttore Icef e presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione – una Corte mondiale per l’Ambiente, per difendere questo come un diritto fondamentale dell'uomo di fronte all'intera comunità internazionale. Alla Corte potrebbe ricorrere un cittadino direttamente, una Ong, con opportuni filtri, o anche uno Stato o un'agenzia delle Nazioni Unite».

La Corte potrebbe assicurare la reale applicazione delle convenzioni internazionali in materia di ambiente e sarebbe chiamata a esprimersi in caso di danno ambientale, anche qualora fosse uno Stato ad aver cagionato il danno ambientale di rilevanza internazionale, direttamente o indirettamente. Sarebbe composta di giudici indipendenti eletti dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e per il rispetto delle proprie decisioni potrebbe ricorrere anche al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Questa proposta, che l’Icef aveva avanzato già durante la Conferenza Onu di Rio de Janeiro del 1992, è stata ripresa, autorevolmente, da Papa Benedetto XVI, nella sua enciclica “Caritas In Veritate”, in cui parla della necessità di una nuova “Autorità mondiale” che si occupi anche delle questioni ambientali. Ottanta Stati hanno mostrato interesse al progetto e il Parlamento europeo ha appoggiato sia l'istituzione di un'Agenzia internazionale dell'ambiente che quella della Corte internazionale dell'ambiente, con una recente risoluzione.

A introdurre i lavori del seminario saranno le relazioni di Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace; Vittorio Prodi, europarlamentare, che si è speso per sostenere l'istituzione della Corte e Cuno Tartfusser, Vice Presidente della Corte Penale Internazionale dell’Aia, che parlerà dei crimini internazionali contro l’ambiente quali crimini contro l’Umanità.

«È importante affermare il principio del bene comune mondiale. È il bene di tutti i popoli, riuniti in un’unica famiglia, a postulare la ricerca di istituzioni globali. Solo queste sono in grado di garantire, a livello mondiale, ma anche a livello regionale, la realizzazione del bene di tutti, la destinazione universale dei beni», afferma Sua Eccellenza Mario Toso.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo