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domenica 29 maggio 2022
 
Da tutto il mondo
 

E le famiglie s'incontrano a Philadelphia

25/06/2015  Dal 22 al 27 settembre l'ottavo incontro mondiale dove sono attese circa 15 mila persone. Al centro della Conferenza, tra momenti di festa e di preghiera «le storie vere e concrete della famiglie in carne e ossa, di quell’amore che cresce e genera vita». Oltre 6.100 i volontari che si sono messi a disposizione dell’organizzazione.

Partirà nei prossimi giorni la lettera indirizzata a tutti i monasteri del mondo per chiedere di accompagnare con la preghiera la preparazione dell’ottavo incontro mondiale delle famiglie. “La famiglia chiede incessantemente un aiuto e un sostegno a tutta la comunità ecclesiale”, ha spiegato infatti monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento che, sotto lo slogan “L’amore la nostra missione. La famiglia pienamente viva”, si terrà a Philadelphia, dal 22 al 27 settembre (www.worldmeeting2015.org).

Secondo i dati forniti da monsignor Charles Joseph Chaput, arcivescovo della diocesi ospitante, sono attesi circa 15mila persone per i giorni della Conferenza, che diventeranno uno o due milioni il 26 e il 27, giorni in cui è previsto l’arrivo di papa Francesco. Se le presenze maggiori saranno ovviamente quelle americane – seguiti da Canada, Vietnam, Repubblica domenica e Nigeria – sono già rappresentate più di 100 nazioni tra gli 11821 iscritti attualmente all’incontro. 6100 i volontari che si sono messi a disposizione dell’organizzazione – tra questi 37 ottantenni-, e 1600 le persone che aderiscono al programma “Ospita una famiglia” per offrire la propria casa durante i giorni del meeeting.

Al centro dell’incontro – fatto di eventi diversi, tra conferenze, momenti di festa e di preghiera – ci saranno “le storie vere e concrete della famiglie in carne e ossa, di quell’amore che cresce e genera vita”, come testimoniano Jerry e Lucille Francesco, di Philadelphia, sposati da 50 anni. Il Consiglio e la diocesi stanno provvedendo a reperire fondi non solo per la complessa macchina organizzativa, la sicurezza, le infrastrutture, ma anche per permettere a una rappresentanza anche delle diocesi più povere di poter essere presente. La diocesi di Philadelphia ha già previsto di ospitare due coppie provenienti da ogni diocesi del Canada e del Messico, i paesi confinanti, e almeno una per ciascuna conferenza episcopale dell’America Latina e dei Caraibi, e per alcune diocesi statunitensi con particolari esigenze.

Se settembre diventa il tempo e Philadelphia lo spazio dove “mettere le famiglie al centro”, perché “è la famiglia che può cambiare il mondo”; l’Incontro, in sintonia con lo spirito di accoglienza che il recente Istrumentum Laboris del prossimo Sinodo sulla famiglia (4-25 ottobre) indica come la strada privilegiata per incontrare quelle realtà “ferite” e ancora “marginali” nella Chiesa, sarà aperto a tutte la pluralità di esperienza familiari che sono sotto al cielo. “Nessuna si senta esclusa, tutti possono venire”, dice Paglia. E aggiunge: “E se qualcuno si dovesse sentire escluso lascio le 99 pecore e lo vado a prendere”.

Gli Incontri mondiali delle famiglie hanno avuto inizio nel 1994, Anno della Famiglia, e il Pontificio consiglio della famiglia ha organizzato l’Incontro mondiale delle famiglie a Roma (1994); Rio de Janeiro (1997); Roma (2000); Manila (2003); Valencia (2006); Mexico City (2009); Milano (2012); ed ora Philadelphia (2015).

 
 
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