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Nuovo caso di ebola. Un infermiere di Emergency tornato dalla Sierra Leone.

13/05/2015  C'è un nuovo caso di ebola in Italia, l'infermiere volontario di Emergency rientrato dalla Sierra Leone dove si trovava dal 15 febbraio e risultato positivo al test. «E' sereno e fiducioso, è una persona solida» ha commentato Rossella Miccio, coordinatore dell'ufficio umanitario di Emergency. Gino Strada su Facebook: «Il mio pensiero e la speranza di riaverlo presto al nostro fianco».

C’è un nuovo caso di ebola in Italia, l'infermiere sardo di 37 anni di Emergency rientrato dalla Sierra Leone dove si trovava dal 15 febbraio. L'infermiere, che aveva lavorato nel Centro di cura dei malati di Ebola del Paese africano ed era arrivato in Sardegna l'8 maggio, aveva automonitorato le proprie condizioni di salute, come previsto dai protocolli del Ministero della Salute e di Emergency e ha manifestato i primi sintomi nella tarda serata di domenica scorsa 10 maggio.

Questa mattina a Sassari una conferenza stampa per precisare la situazione che, inevitabilmente, allarma. «Al suo rientro dalla Sierra Leone il cooperante si è messo in quarantena per i 21 giorni come da protocollo, poi con un codice rosso è stato portato in ambulanza a Malattie infettive, senza passare dal Pronto soccorso», ha precisato l'assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Luigi Arru. Presenti anche il direttore sanitario dell'Azienda ospedaliero-universitaria, Antonella Virdis, che ha confermato che nel corso della breve degenza sassarese «il paziente è parso provato ma sereno, è stato monitorato costantemente e ha manifestato massima collaborazione», e Raniero Guerra, direttore generale del servizio Prevenzione del Ministero della Sanità, il quale ha ricordato che di fronte all'emergenza «il Ministero ha approvato una delibera dell'Aifa per utilizzare eccezionalmente tutta la batteria farmacologica disponibile in via sperimentale».

Rossella Miccio, coordinatore dell'ufficio umanitario di Emergency, a margine della conferenza stampa all'ospedale Spallanzani di Roma dove nel frattempo stanotte l’infermiere è stato trasferito con un aereo militare e barelle che consentono il trasporto in condizioni di biocontenimento assoluto, ha aggiunto: «è sereno e fiducioso, è una persona solida». Rispetto al rischio di contagio, l'operatrice esclude che ci siano possibilità. «Non credo perché malattia è contagiosa quando ci sono i sintomi e lui appena ha avuto la febbre si è autoisolato e ha contattato le autorità - ha spiegato-. Nei due giorni precedenti aveva condiviso momenti con alcuni familiari, ma non aveva sviluppato i sintomi per cui non era contagioso. I familiari a loro volta non sono sicuramente felici, ma sono fiduciosi». Gino Strada su Facebook ha scritto: «Il mio pensiero e la speranza di riaverlo presto al nostro fianco». 

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