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sabato 03 dicembre 2022
 
L'UDIENZA
 

«Ebrei e cattolici rendano il mondo più fraterno, promuovano la giustizia, aprano vie di pace»

22/11/2022  Papa Francesco ha incontrato  i rappresentanti del Congresso ebraico mondiale, spronando i fedeli a lavorare insieme. E ribadendo che ogni guerra «è sempre, comunque e dovunque una sconfitta per tutta l’umanità. Penso a quella in Ucraina, una guerra sacrilega, che minaccia ebrei e cristiani allo stesso modo, privandoli dei loro affetti, delle loro case, dei loro beni, della loro stessa vita»

L'incontro tra il Papa e i membri del Congresso ebraico mondiale, martedì 22 novembre 2022. Tutte le foto di questo servizio sono dell'Osservatore Romano/Vatican News.
L'incontro tra il Papa e i membri del Congresso ebraico mondiale, martedì 22 novembre 2022. Tutte le foto di questo servizio sono dell'Osservatore Romano/Vatican News.

«Quanti esseri umani, creati a immagine e somiglianza di Dio, sono sfigurati nella loro dignità, a causa di un’ingiustizia che lacera il pianeta e rappresenta la causa soggiacente a tanti conflitti, la palude in cui ristagnano guerre e violenze!». Lo ha esclamato papa Francedsco martedì 22 novembre, ricevendo in udienza i partecipanti all’Executive Committee Meeting del World Jewish Congress. «Colui che tutto ha creato secondo ordine e armonia ci invita a bonificare questa palude di ingiustizia che affossa la convivenza fraterna nel mondo, tanto quanto le devastazioni ambientali compromettono la salute della terra”, ha detto Francesco a proposito del compito di ebrei e cattolici: «Iniziative comuni e concrete volte a promuovere la giustizia richiedono coraggio, collaborazione e creatività», ha aggiunto Jorge Mario Bergoglio. «Le nostre iniziative politiche, culturali e sociali per migliorare il mondo – quello che voi chiamate Tiqqun Olam – non potranno avere il buon esito sperato senza la preghiera e senza l’apertura fraterna alle altre creature in nome dell’unico Creatore, il quale ama la vita e benedice gli operatori di pace», il monito del Papa riguardo alla necessità di tenersi alla larga da «interessi terreni»”.

«Il nostro mondo è segnato dalla violenza, dall’oppressione e dallo sfruttamento, ma tutto ciò non ha l’ultima parola», ha inoltre sottolineato il Santo Padre. «Alla luce dell’eredità religiosa che condividiamo, guardiamo al presente come a una sfida che ci accomuna, come a un’esortazione ad agire insieme. Alle nostre due comunità di fede è affidato il compito di lavorare per rendere il mondo più fraterno, lottando contro le disuguaglianze e promuovendo una maggiore giustizia, affinché la pace non rimanga una promessa dell’altro mondo, ma sia già realtà in questo. Sì, la strada della pacifica convivenza comincia dalla giustizia che, insieme alla verità, all’amore e alla libertà, è una delle condizioni fondamentali per una pace duratura nel mondo”.

«Oggi, in tante regioni del mondo, la pace è minacciata», ha infine affermato Bergoglio, lanciando un forte appello: «Riconosciamo insieme che la guerra, ogni guerra, è sempre, comunque e dovunque una sconfitta per tutta l’umanità!. Penso a quella in Ucraina, una guerra sacrilega che minaccia ebrei e cristiani allo stesso modo, privandoli dei loro affetti, delle loro case, dei loro beni, della loro stessa vita!. Solo nella volontà seria di avvicinarsi gli uni agli altri e nel dialogo fraterno è possibile preparare il terreno della pace”. “Come ebrei e cristiani, cerchiamo di fare tutto ciò che è umanamente possibile per arrestare la guerra e aprire vie di pace»

 
 
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