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sabato 04 dicembre 2021
 
 

Economia sommersa? Al Nord è bassa

24/06/2011  Secondo la Cgia di Mestre nelle province centrosettentrionali “è inferiore a Svezia e Germania”. Però dilaga al Sud. I meno fedeli al fisco vivono a Ragusa

Se Trieste, Bologna, Bolzano e Milano sono le realtà provinciali più fedeli al fisco, le province di Crotone, Catania e Ragusa, invece, sono quelle più a “rischio evasione”. A denunciare questo risultato è una elaborazione condotta dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre su fonte dell’ Unioncamere.

«Il risultato di questa elaborazione,» commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, «è stato ottenuto facendo la differenza tra livello di reddito disponibile delle famiglie di ciascuna provincia  e il dato ottenuto dalla media di alcuni sottoindicatori che individuano il livello di benessere reale di un territorio. In buona sostanza, dove lo stile di vita supera il reddito disponibile, c’è una fondata ipotesi che ci troviamo di fronte ad un territorio ad alto rischio di evasione».

Secondo Giuseppe Bortolussi: «Appare evidente che la sola azione di contrasto all’evasione non basta. Bisogna ridurre il carico fiscale per far sì che chi non paga sia incentivato a farlo. La pressione tributaria italiana è troppo elevata e, purtroppo, costringe molti soggetti a tuffarsi  nel sommerso. E’ vero, come sostiene il prof. Friedrich Schneider, che l’incidenza dell’economia sommersa sul Pil, che costituisce la principale forma di evasione, è da noi molto elevata pari al 22%, ma è altrettanto vero che in Belgio è al 17,8%, in Svezia al 15,4% e in Germania al 14,6%. Insomma, se teniamo conto, come dimostra anche la nostra elaborazione, che c’è una forte differenza tra il Nord ed il Sud Italia, in molte realtà centrosettentrionali il dato medio è ben al di sotto dei risultati medi riportati nei Paesi Ue appena elencati».

La CGIA sottolinea che il dato medio provinciale del livello di benessere è stato ottenuto mettendo a confronto la quota delle case di lusso sul totale delle abitazioni, i consumi alimentari, la crescita dei depositi bancari negli ultimi 3 anni, il numero di auto immatricolate ogni 1.000 abitanti, i consumi dei carburanti, la percentuale di auto con cilindrata superiore ai 2.000 cc e i consumi di energia elettrica per uso domestico. Rispetto ad un dato medio Italia pari a 100, le differenze tra Nord e Sud sono evidentissime. Se Trieste (+48 rispetto alla media Italia), Bologna (+42), Bolzano (+38) e Milano (+ 33) si piazzano nelle primissime posizioni (ovvero, sono le meno interessate dalla presenza di fenomeni evasivi), la situazione al Sud è drammatica. Nella classifica generale, la prima provincia del Mezzogiorno è Pescara (+1 rispetto alla media Italia) che si piazza al 53° posto. Di seguito troviamo tutte le altre, con una situazione in certe realtà (come Reggio Calabria, Brindisi, Caserta, Messina, Benevento, Siracusa, Crotone, Catania e Ragusa) veramente drammatica.

 
 
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