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"Chiediamo aiuto prima che lui ci uccida"

01/06/2016  L'ultimo caso è quello del calciatore dell'Udinese Armero, finito in manette dopo aver aggredito la sua compagna. L'economista Bo Guerreschi,vittima di violenze da parte del marito, ha fondato un'associazione a difesa delle donne, Bon't worry, a cui partecipano avvocati, psicologi e forze dell'ordine: "Chi subisce abusi spesso si vergogna e non denuncia. Finché non diventa troppo tardi".

Dopo aver subito per anni violenze fisiche e psicologiche, Bo Guerreschi ha fondato Bont Worry Onlus, associazione in difesa delle donne. Economista nata in Italia, con una lunga esperienza lavorativa in Inghilterra e negli Stati Uniti, ora cinquantenne, dopo la separazione dal marito violento, con la figlia ha dovuto cambiare in continuazione città e identità per sfuggire ai delinquenti mandati dall'uomo che più volte l'hanno picchiata e le hanno puntato una pistola in faccia . Sulla sua vicenda la donna ha anche scritto un libro intitolato Bo(h). Non si deve sempre morire per essere ascoltate pubblicato lo scorso anno.

Lassociazione Bont Worry intende aiutare concretamente donne e bambini che per motivi economici non possono o non riescono a difendersi, mettendo a disposizione una rete di professionisti competenti: avvocati, medici, psichiatri, psicologi e forze dellordine e il numero verde 800 10 1414. Il fenomeno del femminicidio è inarrestabile: dallinizio del 2016 si sono già verificati 32 casi e nel 2015 le donne uccise in Italia sono state 128. Secondo lISTAT sono quasi 7 milioni (20%) le donne che, nel corso della loro vita, hanno subito violenza fisica o sessuale.

In pochi mesi la neonata associazione si è occupata di 30 casi. Le donne con cui ho condiviso la mia esperienza - dichiara Bo Guerreschi - si vergognano di quello che sta capitando loro, si sentono talmente responsabili, colpevoli al punto da chiedere sempre scusa. Oltre che per paura di ripercussioni spesso le donne non denunciano perché dipendono economicamente dai loro uomini violenti. A volte anche la denuncia non basta, fin troppe vicende vengono archiviate. Nel mio caso, come in altri sei presi in carico dallassociazione, sono spariti o fatti sparire i fascicoli di anni.

La Polizia di Stato, che ha spesso collaborato con Bont Worry, sostiene che Nella maggior parte delle volte le molestie (e/o abusi) vengono perpetrate da persone conosciute, prevalentemente allinterno del nucleo familiare - sostiene il Dottor Flavio Tuzi, Presidente Nazionale del Sindacato ANIP Italia Sicura della Polizia di Stato - mentre gli stupri sono quasi tutti attribuibili a sconosciuti, più raramente al partner attuale o precedente. Quando una donna subisce violenza sono tante le ripercussioni sulla sua vita e su quella dei figli. LOrganizzazione Mondiale della Sanità afferma il Dottor Gaetano Giordano, psicoterapeuta dellAssociazione - ci dice che le donne violentate hanno il doppio delle possibilità di soffrire di depressione o di fare abuso di alcolici. Unaltra sfera gravemente danneggiata è quella della gravidanza: le possibilità di vivere il dramma dellaborto raddoppia e le probabilità di partorire neonati sottopeso sale del 16%.

E importante che le vittime di reati di violenza conoscano bene gli aspetti giudiziali dichiara lAvvocato Licia DAmico, difensore Onlus nelle costituzioni di parte civile - per poter decidere con consapevolezza la via migliore da percorrere, programmando tempi e tipo di azione. In questo modo sarà possibile mettere in atto un piano di sicurezza, fondamentale per la propria incolumità. Denuncia, querela e ogni altra forma pubblica di reazione alla violenza sono strumenti preziosi e fondamentali, ma è importante anche il ruolo delle Istituzioni che devono aiutare e intervenire, rispettando sempre la situazione reale delle vittime. Lassociazione è in prima linea affinché si faccia una legge organica di protezione delle vittime perché sebbene esista la Convenzione di Istanbul del 2014, ratificata da 13 Nazioni dellUnione Europea, Italia compresa, nel nostro Paese non viene applicata.

E però di pochi giorni fa la notizia che alla Camera è stato presentato un disegno di legge sull’“indegnità a succedere. Si vuole rendere automatica (senza dover attendere la decisione di un giudice)  lesclusione della linea ereditaria di chi è stato condannato per lomicidio della moglie o del marito e la sospensione del diritto di reversibilità della pensione. Inoltre si vorrebbe ridurre i tempi del risarcimento delle vittime, figli in primis. Questo disegno di legge è stato scritto da Annamaria Busia, consigliere regionale sarda e avvocato di Vanessa Mae, che aveva solo sei anni quando il padre uccise la madre. Una volta tornato in libertà luomo riuscì a ottenere la reversibilità della pensione, togliendo alla figlia lunica fonte di reddito.

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