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L'editoriale di Credere
 
Credere

Gli 85 anni di papa Francesco e la Chiesa "del futuro"

09/12/2021  Con la ricorrenza del compleanno di Jorge Bergoglio il 17 dicembre cogliamo l’occasione per fargli gli auguri e pregare per lui e per il suo servizio nella Chiesa, che stimola a camminare nella gioia del Vangelo

Cari amici lettori, il 17 dicembre papa Francesco compie 85 anni. Un bel traguardo, per la vitalità e lo slancio che mostra, e l’occasione per tutti noi di accompagnarlo con la nostra preghiera per la sua salute e la missione di guidare la Chiesa. Tutti serbiamo nella memoria la sera in cui, dopo l’elezione, si affacciò su piazza San Pietro per il saluto, nel marzo 2013. Da allora ci ha accompagnato con parole, gesti, viaggi, documenti, che spesso “scuotono” le nostre coscienze un po’ addormentate. Guardando un po’ indietro a questi anni di pontificato, non è difficile cogliere come il Francesco, fedele alla massima enunciata in Evangelii gaudium «Il tempo è superiore allo spazio», abbia effettivamente «dato priorità al tempo» preoccupandosi di «iniziare processi più che occupare spazi». E la vita della Chiesa oggi appare forse un immenso cantiere aperto. Sono tanti gli ambiti in cui papa Francesco ha avviato processi, stimolando la Chiesa a essere permanentemente in cammino: la famiglia, con l’attenzione alle sue ferite e situazioni irregolari, la lotta agli abusi, la riforma della Curia, la riforma dello Ior verso una maggiore trasparenza, l’ecologia integrale di Laudato si’ ma anche l’amicizia sociale di Fratelli tutti, il sinodo 2021-2023 sulla sinodalità… Con la preoccupazione principale di portare ovunque e in ogni situazione la gioia del Vangelo che nasce dall’incontro con Cristo. L’elenco ovviamente non è completo. Come diceva rivolgendosi alla Curia nel discorso del 21 dicembre 2019, «Dio si manifesta nel tempo ed è presente nei processi della storia. Questo fa privilegiare le azioni che generano dinamiche nuove. E richiede pazienza, attesa». È comprensibile che le “dinamiche nuove” generino in qualcuno timori, resistenze, forse anche disorientamento a volte, ma – ricordava ancora il Pontefice in quell’occasione – «la tradizione non è statica, è dinamica: è la garanzia del futuro, e non la custodia delle ceneri». Colpiscono, in un Papa “anziano”, parole come “dinamico”, “futuro”, “uscire”. È la dinamica suscitata dalla perenne novità del Vangelo, ridetto e riascoltato in circostanze nuove. Personalmente, mi piace molta una piccola espressione che usa in Evangelii gaudium (n. 87): siamo in una «carovana solidale», in un «santo pellegrinaggio». Immagini che descrivono bene l’idea di una Chiesa in uscita, che si mescola a questa «questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità». Sappiamo bene che la vita della Chiesa è fatta di pratiche acquisite, rodate, ma che talvolta rischiano di trasformarla in un museo, conservando i suoi tesori in naftalina. Senza “buttare il bambino con l’acqua sporca”, come dice il proverbio, Francesco sa scuotere, ci stimola a uscire dalle logiche del “si è sempre fatto così”, inteso come pigrizia, abitudine, rifiuto di mettere in discussione le cose che non funzionano più. Siamo grati al Signore per averci donato papa Francesco in questo momento storico. Non sappiamo quale sarà il futuro della Chiesa, ma l’importante è che il Vangelo risuoni sempre con la sua carica di novità e di futuro. E allora, tanti auguri, caro papa Francesco.

 
 
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