Cari amici lettori, con questo numero chiudiamo l’anno 2021. Tutti facciamo qualche “bilancio” sull’anno trascorso, il bene fatto e quello omesso, le mancanze e le infedeltà, e magari qualche proponimento per l’anno che viene. Può forse succedere che con il passare del tempo, guardandoci intorno nel mondo delle notizie, diventi un po’ più impegnativo trovare motivi di speranza, di fiducia nel futuro, di coraggio nello spendersi. Ma per fortuna non mancano storie “belle”, di bene e di dedizione, che vi raccontiamo ogni settimana su Credere. Mi ha colpito particolarmente in questi giorni la storia commovente di Mattia Piccoli, il dodicenne insignito dal presidente Sergio Mattarella del titolo di Alfiere della Repubblica, insieme ad altri ragazzi e ragazze. La motivazione: il giovane Mattia aiutava quotidianamente il papà (oggi 44enne) che, a causa dell’Alzheimer precoce che lo ha colpito, andava perdendo la memoria e aveva bisogno di aiuto anche per le azioni banali di tutti i giorni come mangiare, lavarsi, fare una passeggiata. Come ha dichiarato la madre, Michela Morutto: «Mio figlio è diventato il genitore del padre con l’amore puro dei bimbi». Davvero l’espressione giusta: amore puro, in un ragazzo di 12 anni che si sta appena affacciando alla vita. In un piccolo video il ragazzo racconta, con la naturalezza e la semplicità della sua età, e con un velo di tristezza, quel che ha fatto, le sue piccole riflessioni ed emozioni. L’Alzheimer ha bussato alla porta della famiglia nel 2017: il padre viene assistito in casa finché è stato possibile e il piccolo Mattia «si inventava dei giochi per vivere momenti con il padre». Davvero, come afferma san Benedetto nella sua regola, a volte il Signore “parla” attraverso il più giovane. Lo ha anche ricordato il presidente Mattarella ai giovani insigniti del titolo di Alfiere: «Non siete dei casi isolati, non siete eroi isolati. Voi li rappresentate tutti». È proprio vero: c’è un popolo di “poveri del Signore”, come Giuseppe e Maria, di “umili” di manzoniana memoria, che sono il motore nascosto della storia, raramente guadagnano le luci della ribalta, ma sono loro che fanno girare la storia verso un fine di bene, con i sacrifici nascosti, le lacrime trattenute, la santa pazienza e perseveranza nel portare avanti piccoli e grandi impegni a favore degli altri, nell’«aiutarsi vicendevolmente», come ha ricordato ancora Mattarella richiamando il valore da lui costantemente promosso della solidarietà. Sono storie come queste che vengono a dissipare il buio che a tratti s’impossessa della nostra anima e ci fa talvolta pensare che ogni sforzo di bene sia vano. Grazie Mattia, perché il tuo esempio ci esorta ancora a sperare, a impegnarci per migliorare il mondo, a renderlo più vivibile per tutti, e ci regala ancora fiducia nel futuro.
(Foto da Web)