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venerdì 03 dicembre 2021
 
 

Egitto, parla il fotografo del raìs

03/02/2013  Ahmed Mourad ha ritratto per anni l'ex presidente Mubarak. Da questa esperienza ha tratto l'ispirazione per il suo primo romanzo "Vertigo", denuncia del sistema politico corrotto.

Ahmed Mourad (foto di Khaled Zohny). Nella foto di copertina: un murales che raffigura alcuni giovani uccisi durante le proteste e la frase in arabo: "La mia voce è ancora viva" (Reuters).
Ahmed Mourad (foto di Khaled Zohny). Nella foto di copertina: un murales che raffigura alcuni giovani uccisi durante le proteste e la frase in arabo: "La mia voce è ancora viva" (Reuters).

L'Egitto è ancora in fiamme. Al Cairo e in altre città non si placano le violente proteste di strada fra gli oppositori del presidente Morsi e dei Fratelli musulmani e le forze governative. E ha suscitato rabbia e sdegno fra gli egiziani un video in diretta che mostra le immagini di un uomo, un oppositore, denudato e picchiato a sangue dalle forze dell'ordine durante le manifestazioni e gli scontri davanti al palazzo presidenziale. Immagini terribili, che per molti sono impensabili nell'Egitto dopo la rivoluzione e fanno ripiombare di colpo il Paese nell'era di Mubarak.

Un'epoca che Ahmed Mourad ha vissuto e osservato da un punto di vista molto ravvicinato, avendo lavorato per anni come fotografo personale di Mubarak. Nato al Cairo nel 1978, Mourad ha studiato cinematografia, ed è anche regista e scrittore. Il suo romanzo d'esordio Vertigo (Marsilio), il primo thriller di successo del mondo arabo, è stato pubblicato in Egitto quattro anni prima della rivoluzione di piazza Tahrir e in Italia nel 2012. Partendo dalla vicenda dell'omicidio di due noti uomini d'affari, in questo libro Mourad ricostruisce e denuncia con forza l'intricato universo di corruzione, giochi di potere, favori e servilismo della vita politica del suo Paese, compresi i mezzi di comunicazione, spesso asserviti ai potenti.


Il protagonista del suo thriller Vertigo si chiama Ahmed come lei ed è un fotografo. Quanto è autobiografico?
In un modo o nell'altro lo scrittore non può fuggire dallo scrivere di sé. Nel romanzo ho messo
la mia esperienza come fotografo all'interno della classe media e del ceto popolare per parlare dell'Egitto nel 2005 attraverso il punto di vista di queste classi. E ho scoperto che il fotografo povero è un testimone perfetto.

Vertigo è stato pubblicato in Egitto nel 2007, molto tempo prima della Primavera araba. Potremmo dire che, in qualche modo, lei è stato "profetico", anticipando le istanze che hanno portato alla rivolta di Piazza Tahrir? 
Io penso che il sentore della futura esplosione era già nell'aria in modo chiaro. Io, poi, sono interessato a raccogliere e mettere in relazione fatti e informazioni guardando il passato che si ripete sempre. Forse Vertigo è stato un grido di allarme rivolto alla società egiziana.

Il suo romanzo è una denuncia della corruzione ai più alti livelli della vita politica egiziana. Ha avuto problemi nel pubblicarlo allora? E come sono state le reazioni?
Non ho avuto alcun problema, a quel tempo ognuno poteva parlare e scrivere senza suscitare risposte. Ma la reazioni dei lettori è stata quella di inserire Vertigo sullo scaffale dei best seller dal 2008 a oggi.

Un manifestante contro il presidente Morsi fronteggia le forze dell'ordine al Cairo (Reuters).
Un manifestante contro il presidente Morsi fronteggia le forze dell'ordine al Cairo (Reuters).

Lei ha lavorato per anni come fotografo ufficiale dell'ex presidente Mubarak (deposto dalle rivolte del 2011). E' stato un compito difficile? Dove sottostare a qualche forma di censura?
No, non è stato difficile. In questi anni ho imparato davvero tanto dalla vita, guardando la società da un unico punto di vista, viaggiando e trovandomi nella "cucina" della politica per un decennio.

Come ha vissuto la caduta di Mubarak?
E' stato come guardare un vulcano: puoi vedere il fumo che fuoriesce ma non puoi smettere di sorprenderti quando scende giù la lava.

Come ricorda la figura del raìs?
Come persona non ho mai avuto problemi con lui, era gentile e socievole. Come politico ero in disaccordo con lui su molte questioni e nei miei libri presento il mio punto di vista.

E' preoccupato degli attuali sviluppi e avvenimenti nel suo Paese?
Ogni Paese ha attraverso delle turbolenze prima di raggiungere la stabilità. Non sono preoccupato, l'Egitto nel corso della sua storia ha affrontato molti periodi difficili, occupazioni, guerre, perfino la carestia. E non ci siamo mai arresi né siamo mai caduti. Ora sono ottimista. Ma da qui a dieci anni.....

Ha mai pensato di andare a lavorare all'estero?
No, mai.

A maggio esce in Italia, sempre per Marsilio, il suo nuovo romanzo.
Si intitola Polvere di diamante ed è anch'esso un thriller ambientato in Egitto: il primo capitolo comincia nel 1954 e la storia si dipana attraverso tre generazioni.

 
 
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