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sabato 21 maggio 2022
 
dalla parte dei bambini
 

Eitan non può essere la toppa per sanare la lacerazione di due famiglie

25/10/2021  E' stato disposto che il piccolo Eitan torni in Italia. Potrà essere una buona notizia quando il bambino non sarà considerato come una pallina di un flipper ma potrà esprimere anche la sua opinione ad adulti che considerano primario il suo interesse e non le proprie esigenze (di Alberto Pellai)

Eitan tornerà in Italia. Può sembrarci una bella notizia. E forse oggettivamente per il bambino lo è. Tutti noi crediamo che il suo essere prelevato (ma forse dovremmo dire rapito) dal nonno materno senza alcun accordo con gli zii che si stavano occupando di lui dopo la tragedia del Mottarone, era la cosa più sbagliata che potesse accadere a un bambino già traumatizzato dalla vita. E quindi non bisognoso di altri strappi e altre discontinuità. Sapere che tornerà dagli zii comporta però un ennesimo ribaltamento del palinsesto della sua vita. Alla fine, ci sembra di poter dire che questo bambino sembra correre sulla pista della vita, come  fa la pallina del flipper: viene sbattuto di qua e di là,  spostato a seconda di come gli altri decidono per lui. In casi come questi è fondamentale che anche il bambino possa dire la sua, possa far comprendere a chi deve decidere per lui che non è un pupazzo che può essere appoggiato ora qui, ora lì. Questo la legge lo prevede e probabilmente diventerà decisivo farlo succedere in una contesa che vede ormai due famiglie in guerra e che rischia di far percepire ad Eitan un clima di costante incertezza e vulnerabilità, dal quale lui non può sottrarsi in autonomia. La fatica enorme oggi non è solo quella di ridare tranquillità  e un senso di protezione e sicurezza a un bambino che ne ha bisogno più di qualsiasi altra cosa. La fatica enorme oggi è anche quella di far comunicare tra loro due famiglie devastate dal dolore che hanno trovato in Eitan un motivo per aggrapparsi all’ultimo “scampolo” di vita rimasto a disposizione, per mettere una toppa a una lacerazione della vita che altrimenti sembrerebbe irreparabile. Eitan non può essere quella  “toppa” che copre lo squarcio che ha frantumato l’esistenza di due famiglie. E queste due famiglie devono compiere un’impresa impossibile ora: ovvero ridare senso prima alla vita di Eitan. E solo poi - e di conseguenza - anche alla propria. A volte mettere l’interesse del bambino davanti a tutto (e questo è ciò che fa la legge) significa anche fare la cosa migliore per gli stessi adulti che di quell’interesse devono diventare garanti e tutori. La legge oggi riporta in Italia Eitan. Questa sarà una buona notizia quando anche nonni e zii comprenderanno che la legge – facendo il bene di Eitan – sta indicando a tutti qual è la direzione che oggi tutti devono imparare a percorrere. 

 
 
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