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lunedì 04 luglio 2022
 
Elisa
 

Elisa. “Amici” mi ha dato nuova grinta

05/04/2016  La cantautrice, fra i quattro direttori artistici del “talent show”, esce con il nuovo album “On”.

Accesa, viva, sintonizzata. On, il titolo del suo nuovo album, il nono della sua carriera, è il rifl esso del suo stato d’animo. Elisa sta vivendo un periodo di grande vitalità. Il successo della sua partecipazione ad Amici, su Canale 5, in qualità di coach (allenatrice) degli aspiranti cantanti, lo scorso settembre il matrimonio con Andrea Rigonat, chitarrista della sua band e padre dei suoi due bambini, Emma Cecile e Sebastian.
Con il suo nuovo disco – che lei stessa definisce molto fisico, il più estroverso che abbia realizzato fino a oggi – la 38enne cantautrice friulana torna alla lingua inglese. Ma con due incursioni italiane: Bruciare per te, nata come poesia dedicata al marito Andrea, e Sorrido già, eseguita con Emma e Giuliano Sangiorgi: «Un brano », spiega Elisa, «che tutti e tre abbiamo fortemente sentito e voluto».

Le canzoni di On sono state scritte in momenti differenti, sono tutte diverse per suggestioni musicali. Love Me Forever, ad esempio, l’hai scritta quando avevi 14 anni e ha influenze Anni ’60. Però in ognuna di loro racconti qualcosa della tua vita.

«Sì, anche se in questo album ho fatto una scelta un po’ più ampia. In passato ho fatto dei dischi molto più introspettivi. In Peter Pan, ad esempio, ho preso spunto da una storia vera, capitata a una mia amica. Ma ho fatto diventare quella vicenda una ri flessione di carattere universale. Non sempre si tratta di esperienze che ho vissuto sulla mia pelle, magari nascono dall’osservazione di ciò che mi sta intorno».

La scelta di tornare all’inglese per te è un ritorno alle origini...

«A livello musicale l’inglese è sempre stato un rifugio, per me rappresenta il posto della creatività dove tutto è nato perché è così che ho cominciato a cantare. I miei lavori in italiano sono altrettanto veri e importanti, ma forse per realizzarli ho faticato di più, non sempre sono nati da ispirazioni fulminanti. In inglese le melodie mi vengono fuori più rapide e spontanee».

In Sorrido già cantano insieme a te Emma e Giuliano Sangiorgi. Con loro, oltre che un rapporto artistico, c’è anche una bella amicizia...

«Giuliano è uno dei miei più cari amici e a livello musicale uno dei miei punti di riferimento. I Negramaro sono una delle band che amo di più. Emma mi ha conquistato quando l’ho conosciuta. Mi sono spiegata la grinta, il magnetismo che avevo notato guardando le sue esibizioni. Emma è una caparbia, una combattente, guarda sempre avanti. Tra me e lei c’è un bellissimo scambio. Siamo profondamente diverse e forse proprio questa diversità ci ha unito molto. Ad Amici lo scorso anno io e lei eravamo avversarie, quest’anno nel serale del programma siamo insieme coach e direttrici artistiche della squadra dei bianchi, J-Ax e Nek lo sono per la squadra blu».

La tua partecipazione ad Amici è stata una sƒfida per te. Pensi di esserti messa anche tu alla prova?

«Sì, tantissimo. All’inizio forse l’unica che ci credeva davvero era Maria De Filippi. Avevo voglia di mettermi in gioco e di realizzare un lavoro artistico con dei giovani in un periodo molto diverso da quello in cui ho iniziato io. Allo stesso tempo avevo paura per alcuni aspetti del mio carattere, la mia timidezza e riservatezza, che pensavo potessero stridere con il format televisivo. Poi invece si è rivelata un’esperienza assolutamente positiva».

Al di là degli aspetti tecnici, cosa vuoi trasmettere a questi ragazzi?

«Cerco di stimolarli a incanalare le loro energie, a capire quale messaggio vogliono trasmettere. Quando ho iniziato io i talent show non esistevano. In realtà anche loro fanno molta fatica. La differenza maggiore sta nei tempi: quando sono arrivata in una casa discografica avevo già scritto tanto, avevo avuto modo di fare tanta ricerca su me stessa. Loro sono inseriti in un meccanismo molto più rapido, in tempi discografici più stretti. Devono mettere a fuoco la loro personalità artistica più velocemente».

Hai due bambini, Emma Cecile di 6 anni e Sebastian di 2 e mezzo. Come concili famiglia e lavoro?

«Durante il giorno lavoro molte ore. Poi la sera mi dedico a loro. Giochiamo tanto insieme, abbiamo i nostri riti serali. I bambini ci tengono molto alle loro favole, al loro massaggio, sono molto esigenti. Conciliare lavoro e famiglia non è semplice, ma ho un grande sostegno da Andrea: lui è un bravissimo papà, è molto presente. E quando io non ci sono i bambini si sentono molto sicuri con lui. Questo mi aiuta moltissimo».

(Foto Carcavale)

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