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Elisa e Daniele, il matrimonio a settembre: «Non siamo dei supereroi»

13/02/2014  Era l’estate del 2009. Una partita al campetto tra amici, una sera come tante e... un nuovo incontro. Quello che gli avrebbe cambiato la vita se oggi, dopo quattro anni, Elisa e Daniele hanno deciso di sposarsi. Anche loro tra le coppie in visita dal Papa per San Valentino.

Era l’estate del 2009. Una partita al campetto tra amici, una sera come tante e... un nuovo incontro. Quello che gli avrebbe cambiato la vita se oggi, dopo quattro anni, Elisa e Daniele hanno deciso di sposarsi. «Siamo stati entrambi affascinati uno dall’altra per la solarità che ci accomuna. Da lì, tante occasioni casuali di incontrarci e ci siamo scoperti a vicenda». Amici in comune, interessi e tanta condivisione, ma per fare un passo così importante decidono di prendersi tempo, regalarsi la calma necessaria per approfondire. «Da due anni frequentiamo un corso di preparazione al matrimonio, una volta al mese. È un’occasione per conoscere ancora di più l’altro prima del matrimonio. Con il sacerdote che ci sposerà, poi, stiamo facendo un percorso biblico, una lettura, tra punti di luce e campanelli di allarme, delle nostre vite separatamente e durante il fidanzamento per capire cosa porteremo nell’unione a partire dal 6 settembre». A convivere, invece, non ci hanno mai pensato. «È il concetto del 100 per cento, sposandoci ci mettiamo in gioco totalmente, senza lasciare nessuna porticina aperta. Nel deciderlo, accetti di dare fiducia completa all’altra persona con cui intraprenderai un cammino. È una scelta che completa il nostro rapporto, un salto di qualità».

Eppure Elisa ha solo 24 anni e il 6 marzo si laureerà per poi iniziare un master a Modena. «I miei compagni di università quando ho detto che mi sarei sposata mi hanno risposto che sono una pazza. Sì forse lo sono, ho pensato, ma una pazzia va fatta nella vita, no? Magari fossero tutte così. Daniele è la persona giusta per me e sposarci è la cosa più “normale” da fare». «Non ci sentiamo dei supereroi», aggiunge lui che dal canto suo a 30 anni ha la fortuna di avere un posto a tempo indeterminato in banca. «È vero, oggi ci sono più alternative, ma entrambi veniamo da una realtà di amore. Siamo motivati dalla volontà di portare avanti questa testimonianza». Come si capisce che è per sempre? «È una certezza», per Elisa; «non potrei immaginare una persona più adatta a fare un cammino di vita con me». E Daniele aggiunge: «Da una parte è istinto, lo senti dentro. Ma poi c’è la fiducia verso chi ci potrà dare una mano e ci custodirà».

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