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domenica 27 settembre 2020
 
 

Elisabetta, Diana e Kate tre modi di fare la mamma

22/07/2013  Le dichiarazioni di Kate tradiscono il desiderio di comportarsi proprio come una commoner. Diana ci provò. Ci riuscirà oggi la sposa di William?

Ora siamo in attesa di vedere che tipo di mamma sarà Kate. Le sue dichiarazioni di intenti sono state sulla scia della modernità e del desiderio di comportarsi proprio come una commoner, quale lei è, una borghese, sicuramente benestante, ma decisa a non seguire l’etichetta riguardo la cura dei suoi bambini anche se eredi al trono.

 

Cosa che è sicuramente stata impossibile per la nonna di William, la regina Elisabetta che ha messo al mondo i suoi quattro figli tra il 1948 e il 1964 accettando o subendo la consuetudine di essere, prima che una mamma, una sovrana, ruolo verso cui ha avuto sempre un grande senso del dovere. Questo suo atteggiamento ha fatto sì che i suoi figli Carlo, Anna, Andrea ed Edoardo fossero allevati nel rispetto delle tradizioni, secondo le regole della corte, da uno stuolo di tate ed educatrici, e con genitori distanti spesso lontani anche fisicamente.

 

La sua poco apprezzata nuora, Diana Spencer, si è invece sforzata di fare la mamma. E’ stata  la prima a partorire in ospedale quando sino ad allora tutti i figli della Casa reale nascevano a Buckingham Palace. Giovanissima e piena di buone intenzioni, con un passato da maestra d’asilo, ha sicuramente creato, a differenza dell’algida suocera, con William e Henry avuti da Carlo nel 1982 e nel 1984, un solido rapporto affettivo. Quando William aveva nove mesi dovendo partire per un viaggio ufficiale in Australia e Nuova Zelanda, nonostante il parere contrario del palazzo, Diana decise di portarlo con sé. Questo gesto venne apprezzato e contribuì alla sua immagine di principessa  dei “cuori delle persone”. Era molto presente nell’educazione dei figli. Scelse i nomi di battesimo, alla governante reale ne preferì una scelta da lei, selezionò la scuola dove iscriverli, l’abbigliamento e le uscite ufficiali. Inoltre, quando poteva li accompagnava a scuola e cercava di organizzare i suoi impegni ufficiali secondo le loro esigenze.  

 

Adesso è il turno di Kate. All’inizio della gravidanza ha annunciato di voler partorire naturalmente (come già fece Diana) e allattare al seno il bambino. Ma la novità è che nel Paese dove fare la tata, o meglio la nanny come dicono gli inglesi, è un lavoro di grande rilievo, la futura regina ha deciso che può fare a meno di questa figura e vuole invece prendersi cura personalmente del neonato. Ha messo al mondo l’erede al trono d'Inghilterra nello stesso ospedale dove partorì anche la suocera ma prima ancora, insieme alla madre Carol ha fatto “shopping pre-natale” acquistando un “cesto di Noè” (il port enfant di vimini usato da tutte le donne inglesi per portare in giro il neonato nelle prime settimane di vita) e una solida e moderna carrozzina. Ma soprattutto ha dichiarato che non sarà sola ad accudire il piccolo George. Accanto a lei il marito, il principe William, che nei progetti della determinata e moderna Kate cambierà pannolini, se necessario darà il biberon, coccolerà e farà addormentare il prezioso bebè.      

 

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