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martedì 16 agosto 2022
 
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Elisabetta e Fabio in piazza Santo Stefano: «Testimoniamo la speranza “dopo di noi”»

18/06/2022  I coniugi Recalcati hanno quattro figli di 32, 30, 28 e 23 anni. Elena è l’ultima e ha la sindrome di down. Da piazza Santo Stefano - in occasione della kermesse diocesana in preparazione al X Incontro mondiale delle famiglie di Roma - hanno raccontato il loro progetto: “Son” come figlio in inglese, ma anche come acronimo di “speranza oltre noi”

«Che ne sarà di nostro figlio dopo che noi non ci saremo più? Chi se ne prenderà cura? Ci sarà una possibilità di rimanere a vivere nel quartiere dove è nato, vicino agli affetti più cari? Sarà aiutato a divenire adulto?». Fabio ed Elisabetta Recalcati, in piazza Santo Stefano a Milano, in occasione della festa diocesana Sante subito! Famiglie 2022 in preparazione al X Incontro mondiale delle famiglie a Roma pongono le domande dei genitori di figli diversamente abili.

«Anche noi, Fabio e Litzy, abbiamo una figlia disabile, Elena di 23 anni, con la sindrome di Down.  Anche noi portiamo in cuore le stesse domande e soprattutto il desiderio condiviso di guardare alla realtà della disabilità con “altri” occhi, non per sognare ad occhi aperti, ma per leggere la storia di ciascuno di noi, tutti portatori di fragilità, dagli occhi di Dio. Capovolgere la narrazione di Dio, per affermare che Dio non scompare dalle nostre vite, ma diventa, con l’umanità di Gesù, Egli stesso domanda, grido, prendendo su di Sé ogni nostro grido, come ci ha insegnato Chiara Lubich, ci ha permesso di credere che la disabilità non poteva essere scarto, ma risorsa. Di più: ci ha fatto lasciare il nostro personale dolore per uscire incontro aquello di una umanità ferita, sola, scartata per abbracciare, consolare, condividere gioie e lotte».

La famiglia Recalcati al completo con tutte e quattro le generazioni. Dalla bisnonna ai nipotini
La famiglia Recalcati al completo con tutte e quattro le generazioni. Dalla bisnonna ai nipotini

Ecco allora l’ennesima profezia di don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità: «Per alcune famiglie con figli disabili della periferia est di Milano, Don Virginio Colmegna ha provato a sognare un luogo, uno spazio, in cui costruire un villaggio dell’accoglienza e della cura: un cantiere edile, da una parte, per la ristrutturazione ad hoc di un’antica cascina, e un cantiere “di senso” dall’altra, per animare e abitare gli spazi di una residenza condivisa e aperta alle relazioni con la città. Per realizzare questo progetto nel quale sembrava determinante l’apporto della spiritualità dell’unità, tipica del Movimento dei Focolari, ci è stato chiesto di diventarne parte attiva».

Nasce così nel 2017 l’associazione SON-Speranza Oltre Noi, «che si può leggere anche con l’acronimo “son”, figlio, in inglese, a partire dalla Legge 112/2016 sul “Dopo di noi” per generare speranza non solo per queste famiglie, ma per la società intera, per una società migliore. In questo camminare insieme, condividiamo realtà e riflessioni su quel cambio di sguardo che scalda e sa farsi presente nella vita dell’altro, divenendo cura gli uni degli altri, sul far posto ad un cuore stanco, desolato, sul preparare il “dopo di noi” vivendo il “durante noi”, in un ascolto reciproco sempre più profondo».

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