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venerdì 01 marzo 2024
 
l'emergenza
 

Emilia Romagna, l'ora della solidarietà

20/05/2023  Il bilancio è di 14 morti e oltre 36mila sfollati. Oggi prevista ancora allerta rossa. La situazione più critica nel Ravennate. L’appello della Caritas bolognese che ha lanciato una raccolta fondi: «I parroci ci segnalino eventuali situazioni di solitudine per anziani e famiglie fragili». Il post di incoraggiamento di Gianni Morandi sui social: «Noi possiamo cadere ma ci alzeremo più forti di prima, noi non molliamo mai»

La pioggia non dà tregua sull’Emilia-Romagna già duramente colpita dal maltempo nei giorni scorsi e l'emergenza non si ferma: ci sono ancora vaste aree sott'acqua, le frane stanno mettendo in ginocchio l'Appennino e per sabato è confermata l'allerta rossa. Le precipitazioni potrebbero infatti far di nuovo innalzare il livello dei fiumi. Non solo: il passaggio delle piene dei fiumi ha ingrossato il fitto reticolo di canali agricoli che continuano ad esondare come in un effetto domino tanto che l'acqua ha allagato una parte consistente della periferia di Ravenna, dove si registra la situazione più critica.

E si aggrava il bilancio delle vittime. Venerdì mattina a Faenza la Polizia ha recuperato il corpo di un anziano: il conto complessivo dei morti sale a 14 e si teme che possa crescere ancora. È salito invece a oltre 36mila il numero delle persone che hanno dovuto lasciare la propria casa.

Gli interventi di assistenza alla popolazione proseguono 24 ore su 24 e sono 8.000 i cittadini che hanno già trovato accoglienza in albergo e nelle strutture allestite dai Comuni in palestre, palazzetti dello sport e scuole.

La Caritas diocesana di Bologna, si legge in un comunicato, «sta monitorando le situazioni di maggiore criticità sul territorio ed ha avviato una raccolta fondi per dare, già in questi giorni, un sostegno concreto di solidarietà a quanti sono stati fortemente danneggiati dalle alluvioni». Il direttore don Matteo Prosperini ha lanciato anche un appello: «In mezzo a tante difficoltà vorremmo rivolgere particolare attenzione alle persone e alle famiglie più fragili e sole, come ci ha chiesto l’Arcivescovo. Per questo chiediamo ai parroci e alle Caritas di segnalarci eventuali situazioni di solitudine. Sappiamo di poter contare sulla grande generosità e solidarietà delle nostre comunità».

Alla gente che sta spalando il fango e aiutando gli sfollati è arrivato anche l’incoraggiamento di Gianni Morandi che abita vicino Bologna, nel Parco regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell’Abbadessa San Lazzaro di Savena, insieme alla moglie Anna Dan. Il cantante ha condiviso un testo che parla della sua terra e dei suoi abitanti. «L'Emilia Romagna è quel pezzo di terra voluto da Dio per permettere agli uomini di costruire la Ferrari. Gli emiliani-romagnoli sono così. Devono fare una macchina? Loro ti fanno una Ferrari, una Maserati e una Lamborghini. Devono fare una moto? Loro costruiscono una Ducati. Devono fare un formaggio? Loro si inventano il Parmigiano Reggiano». E ancora: «Devono fare due spaghetti? Loro mettono in piedi la Barilla. Devono farti un caffè? Loro ti fanno la Saeco. Devono trovare qualcuno che scriva canzonette? Loro ti fanno nascere gente come Dalla, Morandi, Vasco, Liga, Zucchero, Laura Pausini, Cremonini e tanti altri... Devono farti una siringa? Loro ti tirano su un'azienda biomedicale. Devono fare 4 piastrelle? Loro se ne escono con delle maioliche. Sono come i giapponesi - continua il post di Morandi - non si fermano, non si stancano, e se devono fare una cosa, a loro piace farla bene e bella, ed utile a tutti. Ci saranno pietre da raccogliere dopo un terremoto? Loro alla fine faranno cattedrali».

E per concludere una incitazione: «Forza Bologna, forza Romagna, forza Emilia Romagna, noi possiamo cadere ma ci alzeremo più forti di prima, noi non molliamo mai. È troppo bella per non condividerla - conclude il cantante - Un grazie a chi l'ha pensata e scritta».

Intanto, per arginare le piene dei fiumi, si prova a correre ai ripari con operazioni idrauliche mai fatte prima: è in corso una manovra per provare a invertire le acque del Cer, il Canale emiliano-romagnolo, ovvero l'albero maestro del reticolo dell'irrigazione, per portarle nel Po. A Ravenna è stato costruito un argine di terra per provare a limitare le inondazioni. Mentre l'acqua si ritira lentamente da alcune delle zone allagate nei giorni scorsi - dove centinaia di soccorritori, volontari e semplici cittadini continuano a spalare e a pulire senza sosta - sotto stress, in particolare, c'è adesso la Bassa Romagna: in un'area di circa 100 chilometri quadrati che all'80-90% è alluvionato, abitano circa 100mila persone che sono alle prese con un grosso problema legato all'approvvigionamento di cibo e acqua.

A partire da Sant'Agata sul Santerno, forse il comune più colpito dall'alluvione. Ma in crisi è anche l'Appennino: Casola Valsenio, ad esempio, è martoriato dalle frane e praticamente tagliato fuori dal resto del mondo. Stesso problema a Modigliana dove i movimenti franosi che preoccupano non si contano più. O a Mercato Saraceno dove il dissesto geologico ha praticamente cambiato la geografia del paese. Ci sono più o meno 300 frane e 500 strade chiuse, rimangono blackout elettrici e interruzioni alle linee telefoniche che complicano ulteriormente i soccorsi.

Martedì, intanto, è fissato il Consiglio dei ministri che dovrà decretare lo stato di calamità. Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio a Bologna ha incontrato le istituzioni per l'istruttoria del provvedimento. A Hiroshima, la premier Giorgia Meloni ha mostrato ai leader del G7 le immagini dell'alluvione. Sempre martedì è in programma un incontro della Regione e delle parti sociali con l'esecutivo per affrontare le questioni più urgenti. «Con il governo - dice il presidente della Regione Stefano Bonaccini - lavoriamo come un sol uomo, perché fra istituzioni e giusto fare così».

In attesa dei fondi per i rimborsi a chi ha subito danni, un po’ di sollievo arriverà dalla decisione dell'Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) di sospendere il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di acqua, rifiuti luce e gas a favore delle popolazioni colpite dagli eccezionali eventi meteorologici. La delibera riguarda tutte le utenze nei Comuni danneggiati dagli eventi calamitosi dal primo di maggio, con i peggioramenti degli ultimi giorni.

La procura di Ravenna ha aperto un fascicolo sui morti per l'alluvione. In un caso si procede per omicidio colposo contro ignoti in quanto alcuni vicini hanno segnalato di avere invano richiesto aiuto perché preoccupati per la sorte di un uomo che poi è morto.

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