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lunedì 25 ottobre 2021
 
Teatro
 

Emma Dante coltiva fiori all'Olimpico di Vicenza

17/09/2015  La regista è direttrice del Ciclo di spettacoli classici che ha luogo nel meraviglioso teatro palladiano. I miti classici vengono riproposti sotto una nuova luce da Vincenzo Pirrotta, Davide Iodice e Alessandro Baricco, oltre che dalla stessa Dante. Attesa per il controverso spettacolo di Angelica Liddell.

La regista palermitana di teatro drammatico e lirico, Emma Dante, alla sua seconda stagione da direttrice artistica del Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, la intitola “I Fiori dell’Olimpo”. Spiega le linee che ha seguito nel programmare il cartellone e il singolare titolo che rappresenta la stagione: «ho pensato di raccontare il Teatro Olimpico, con la sua meravigliosa architettura palladiana con la scenografia di Vincenzo Scamozzi, come se fosse la vetta dell’Olimpo che è difficile da raggiungere, essendo la dimora degli dei ed è circondata da giardini stupendi in cui crescono fiori strani, non terreni, che simboleggiano gli spettacoli, creature con forme diverse da quelle a cui siamo abituati, quindi non come quelle dei giardinetti, ma appunto fiori straordinari, alieni che bisogna osservare con la capacità di mettere discussione alcune certezze.

Gli spettacoli che ho scelto sono complessi come può essere complessa appunto la natura di un fiore che non riesce a fiorire sulla terra, ma deve crescere in una vetta irraggiungibile, così da dare all’arte una vita diversa dalla nostra e la possibilità di proporre gli autori classici in modo accattivante anche per le nuove generazioni. Al Teatro Olimpico si fa questo esperimento da diversi anni: presentare i classici in modo anticonvenzionale, è una innovazione perché in contrasto con la struttura antica del teatro; sarebbe più scontato proporre un allestimento moderno in un teatro moderno, piuttosto che in un luogo classico, come aveva già fatto nel 2012-13 anche Eimuntas Nekrosius con le sue messinscene in questo stesso teatro con esperimenti importanti così anche da suscitare dibattiti accesi e polemiche indice di vitalità.»

Infatti per il 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza figurano la trasgressiva drammaturga, regista e attrice catalana Angelica Liddell, con Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, Cantata BWV 4, Christ lag, in Todesbanden. Oh, Charles! (18 e 19 settembre) e Primal Matter in cui il corpo umano è interpretato come campo di battaglia nella messinscena del performer greco, oltre che artista visivo, disegnatore e coreografo Dimitris Papaioannou (2 e 3 ottobre). Sugli spettacoli della Liddell si è accesa subito qualche polemica, relativa a presunte blasfemie. Uno spettacolo controverso, rispetto al quale il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, invita alla prudenza e a una visione critica, prima di emettere sentenze.

Altri miti classici vengono riproposti sotto una nuova luce da Vincenzo Pirrotta, Davide Iodice, Alessandro Baricco. Infatti Eumenidi (9 e 10 ottobre), la tragedia di Eschilo, ripresa nella traduzione di Pier Paolo Pasolini, viene trasposta da Pirrotta in cunto tradizionale siciliano, cioè un racconto di strada delle storie dei paladini, fatto da un attore, con l’aiuto di una spada di legno; il regista napoletano Davide Iodice riflette invece sull’inesorabilità e l’accettazione della morte con Euridice e Orfeo, riscritto da Valeria Parrella, ispirandosi in particolare a Ovidio delle Metamorfosi, e interpretata da Michele Riondino e Federica Fracassi con Davide Compagnone e Raffaella Gardon (16 e 17 ottobre); in chiusura della rassegna un’altra prima assoluta Palamede. L’eroe cancellato, scritto e diretto da Alessandro Baricco che lo interpreta insieme a Valeria Solarino e Michele Di Mauro (28, 29 e 30 ottobre).

Baricco riscopre l’eroe condannato a morte ingiustamente perché denunciato da Odisseo per aver venduto i piani di guerra achei ai Troiani, mai citato da Omero, ma solo protagonista delle tragedie, non giunte fino a noi, di Eschilo, Sofocle ed Euripide. Emma Dante propone una sua interpretazione del poema omerico con Odissea 1 – Movimento n. 1 (26 e 27 settembre) con gli allievi attori della Scuola dei Mestieri dello Spettacolo del Teatro Biondo di Palermo, dedicato all’attesa del padre da parte di Telemaco, come racconta la regista: «da anni studio l’Odissea, ma non mi concentro mai su Odisseo pur straordinario, ma attorno a lui ruota tutto un mondo con tanti personaggi, tra cui anche suo figlio Telemaco. Ho studiato la Telemachia perché mi interessava capire che cosa era questo ragazzino, come era cresciuto senza un padre, che non ha mai visto, ma di cui sente sempre parlare; e così lo aspetta per tanti anni, ma a una certo punto non ha più la pazienza di aspettare e decide di partire per cercarlo, sente che deve muoversi per trovare almeno notizie di lui. Telemaco è un giovane che è stato costretto a diventare grande, perché la sua casa è stata invasa da prepotenti, perciò dà forza al suo comportamento perché la sua famiglia è stata “violata” da energumeni, i Proci, che si sono insediati sfacciatamente nella sua casa. Telemaco deve bruciare le tappe per proteggere Itaca e sua madre Penelope non è come i giovani d’oggi che spesso a 40 anni vivono ancora con la mamma e magari hanno anche il padre in casa a occuparsi di loro.»

E proprio ai ragazzi di oggi pensa Emma che è abituata a lavorare con giovani attori: solo per il casting del suo laboratorio teatrale “Festa di nozze, la molto bramata regina ci prepara!” in cui spiega ai partecipanti le dinamiche nella reggia di Itaca, durante l’assenza di Odisseo, caratterizzando i Proci e le Ancelle di Penelope. Per questo progetto si sono iscritti oltre 350 attori e attrici, di cui verranno scelti solo quindici, il 17 settembre al Teatro Comunale di Vicenza. Ma Emma, invita gli attori a essere fiduciosi: «la riforma teatrale cambierà le cose, perché non ha senso che i teatri nazionali recentemente istituiti diventino centri di produzione con un recinto attorno che impedisce la circolazione degli spettacoli; l’arte ha bisogno di essere libera, non può essere costretta, altrimenti gli spettacoli rischiano di fare una stagione e poi morire. Infatti così si annulla l’idea del repertorio e la possibilità che uno spettacolo possa girare in Italia. Consiglio pertanto ai giovani di resistere, di cercare di portare il proprio sogno in luce; se ci abbattiamo è peggio per tutti!» 

DOVE & QUANDO

68° CICLO DI SPETTACOLI CLASSICI AL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA “I FIORI DELL’OLIMPO”, direzione artistica di Emma Dante, è promosso dal Comune di Vicenza, Assessorato alla crescita, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, realizzato con il contributo di AIM Gruppo, Confindustria Vicenza e Il Giornale di Vicenza per la Cultura. Dal 18 settembre al 30 ottobre 2015 al Teatro Olimpico, Piazza Matteotti, 3, Vicenza. Info: infolimpico@tcvi.it, tel.: 0444 327393, per il programma completo http://classici.tcvi.it/

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