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domenica 27 settembre 2020
 
I valori dell'UE
 
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Enzo Romeo: «Le radici cristiane per un’Europa inclusiva»

09/05/2019  Nel suo ultimo libro il vaticanista del Tg2 ripercorre la storia dell’Unione. «La crisi economica e le paure eccessive hanno contribuito a far soffiare i venti del sovranismo, bisogna riscoprire i valori che uniscono il continente»

Nel discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, lo scorso 7 gennaio, papa Francesco ha rivolto un chiaro monito: «Nel contesto attuale, in cui prevalgono nuove spinte centrifughe e la tentazione di erigere nuove cortine, non si perda in Europa la consapevolezza dei benefici – primo fra tutti la pace – apportati dal cammino di amicizia e avvicinamento tra i popoli intrapreso nel secondo dopoguerra».

Il giornalista Enzo Romeo, vaticanista del Tg2 che ha raccontato anche i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha scelto queste parole come incipit del volume Salvare l’Europa. Il segreto delle dodici stelle (Ave, pp. 192, 12 euro). Un tema che sta a cuore a Romeo, in passato inviato speciale che ha seguito la caduta della cortina tra Est e Ovest e l’allargamento dell’Unione Europea.

Già nel capitolo iniziale del libro viene chiarito che l’Europa viene dalla Terra Santa…

«Non è una favola del Papa o della Chiesa: lo racconta la mitologia greca e romana. Europa era una giovane fenicia, principessa di Sidone, rapita da Zeus sull’isola di Creta e portata sul continente a cui darà il nome. L’incontro tra le culture giudaica, greca e romana costituisce le radici su cui crescerà l’albero europeo. Il nome dato al continente si è accreditato di pari passo con la diffusione del cristianesimo in Occidente».

Qual era l’idea chiave che ha guidato i padri fondatori nel concepire l’Unione?

«Con le elezioni europee in vista, sta emergendo come si sia eroso il consenso rispetto all’Unione, che aveva invece segnato mezzo secolo di storia. La gran parte dei padri fondatori aveva un retroterra cristiano, in particolare cattolico, per esempio l’italiano Alcide De Gasperi. Si erano formati in un contesto religioso, che non è mai stato vessillo da sventolare contro qualcuno. Hanno messo a servizio la loro competenza e il loro rilievo etico con un’idea di Europa che inglobasse tutti. Nessuno voleva soffiare sull’integralismo, anzi il contrario: non c’era alcun tentativo di suprematismo. Ognuno intendeva portare un contributo comune per far crescere un albero a cui tutti potessero nutrirsi. Era un’idea inclusiva, perché la radice cristiana apre all’incontro con gli altri, alla partecipazione collettiva».

Da dove trae ispirazione il vessillo azzurro che sventola sugli edifici pubblici, impresso sulle targhe delle nostre automobili?

«Un continente dilaniato da due guerre mondiali ha vissuto la più lunga era di pace della sua storia grazie anche a un’invisibile ma potente protezione materna. Nessuno o quasi fa caso al fatto che le stelle e il blu della bandiera europea rimandano alla corona e al manto di Maria, del colore del cielo. E a quella medaglia miracolosa con la Madonna circondata da 12 stelle, ispirata alle visioni avvenute a rue du Bac, dove la “Signora” ordina a Caterina Labouré di coniare la medaglia miracolosa. Fino alla Riforma, d’altronde, la Vergine di Nazaret era venerata in tutto il continente come Regina d’Europa. Ma, al solito, la presenza di Maria è insieme imponente e discreta, tanto da essere sotto gli occhi di tutti e al contempo ignorata dai più. Se n’è sempre parlato sottovoce, ma le carte ritrovate dimostrano chiaramente che la bandiera europea è ispirata a lei».

In quali valori anche laici sono incarnate le radici umanistiche e cristiane dell’Europa? E perché sono in pericolo?

«È ampia la schiera di intellettuali, anche di matrice laica, che hanno associato le sorti dell’Europa a quelle della cristianità. Basterebbe ricordare Benedetto Croce e il suo “non possiamo non dirci cristiani”. Nel ’39 Thomas Eliot pubblicò L’idea di una società cristiana, in cui sosteneva la necessità di un collante spirituale, offerto all’Europa dalla religione cristiana, a suo avviso l’unica che propone all’uomo dei valori realmente universali e che pone al centro di tutto la persona. Successivamente la burocratizzazione, la crisi economica, le paure eccessive hanno contribuito a far soffiare forte contro l’Unione i venti del sovranismo populista».

Forse dell’importanza dell’Unione si è parlato poco in ambito ecclesiale, smarrendo la preziosità di una formazione cristiana basata anche su questi pilastri?

«In realtà il disimpegno verso l’Europa è la fuga generale dal mondo politico. Ma Paolo VI definiva la politica “come più alta forma di carità”. Oggi bisogna ribadire l’importanza di lavorare per il bene comune, che fa il paio con casa comune dove prevalgano pace e giustizia, fratellanza e solidarietà. L’Azione cattolica, che ha voluto questo libro insieme ad altri pubblicati dall’Ave, è impegnata per cercare di sensibilizzare sull’Unione, in un discorso culturale e di formazione a lungo raggio».

Perché ha inserito in appendice i discorsi di alcuni Papi, del cardinale Gualtiero Bassetti (attuale presidente della Cei) e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella?

«La scelta è legata all’impegno formativo dell’Azione cattolica, che rimanda alla responsabilità di riscoprire un impegno sociopolitico di tutti. I discorsi, di enorme attualità, possono diventare strumento per chi desidera abbeverarsi a queste parole, in un rinnovato sforzo comune per salvaguardare l’Europa. Sotto la cenere della cattedrale di Notre-Dame sembriamo aver riscoperto tutti la grande necessità che le basi valoriali tengano insieme un continente. E allora il richiamo alla Madonna – “nostra Signora”, appunto – è spontaneo, naturale».

IL LIBRO "SALVARE L’EUROPA. IL SEGRETO DELLE DODICI STELLE"

«Salvare l’Europa significa ben più che vincere una tornata elettorale. Vuol dire preservare un patrimonio senza il quale il mondo sarebbe più povero».  Salvare l’Europa. Il segreto delle dodici stelle di Enzo Romeo (Ave, pp. 192, € 12) svela il “segreto” che si cela nel cerchio a dodici stelle della bandiera europea, oggi lacerata dai venti del sovranismo populista. In appendice, i discorsi di alcuni Papi, del presidente Cei cardinale Gualtiero Bassetti e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella stimolano a valutare i benefici del cammino unitario dei popoli d’Europa.

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