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lunedì 27 giugno 2022
 
 

Eppur si muove: segnali dalla cooperazione allo sviluppo

18/07/2013  60 milioni di euro tra Africa e Asia: a tanto ammonta l'impegno annunciato dal viceministro degli Esteri Pistelli per sicurezza alimentare, sanità, educazione e infrastrutture

Roma, 14 maggio 2013: «Le Ong del CINI - dichiara Maria Egizia Petroccione, portavoce del Coordinamento italiano delle Ong internazionali - lanciano l'allarme sui tagli alla Cooperazione previsti nel decreto legge sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione in discussione oggi alla Camera. I fondi necessari alla copertura del decreto sarebbero ancora una volta presi anche dai già ridottissimi fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo. 12 milioni di euro in meno alla Cooperazione nel 2015, un taglio superiore al 10% e 22,5 milioni di euro in meno all'8x1000 (2014-2015) costituiscono un gravissimo danno a tutto il settore  e un passo indietro inaccettabile. Chiediamo con forza che il Governo non tagli ancora una volta i fondi destinati alla lotta alla povertà nel mondo. Chiediamo che l'intergruppo parlamentare sulla cooperazione, istituitosi alla Camera e composto da circa 90 parlamentari di tutti gli schieramenti, si opponga con determinazione a questi tagli in giusti e inaccettabili».

Roma, 22 maggio 2013: «Le Ong del CINI - ancora Maria Egizia Petroccione - esprimono la più viva soddisfazione per la nomina di un vice ministro per la Cooperazione internazionale allo sviluppo. Da sempre sosteniamo l'importanza della presenza di una carica istituzionale allo sviluppo, con una delega piena e ampia. Con l'attribuzione della delega si è fatto un importante passo avanti affinché la cooperazione diventi componente qualificante delle relazioni internazionali dell'Italia, e sia assicurata la coerenza delle politiche rispetto agli obiettivi di cooperazione. L'Italia può e deve compiere una trasformazione culturale aprendosi alle sfide globali, dotandosi di una cooperazione internazionale allo sviluppo moderna ed efficace che sappia rispondere alle sfide presenti e future. Siamo fiduciosi che il vice ministro Lapo Pistelli sosterrà il percorso virtuoso iniziato nella precedente legislatura per un vero rilancio e una riforma organica della cooperazione».

Roma, 28 giugno 2013: il vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli, al termine della riunione della Cooperazione italiana, annuncia interventi per 60 milioni di euro in Africa e in Asia per progetti che vanno dalla sicurezza alimentare alla sanità, dall'educazione alle infrastrutture, lasciando presagire ulteriori importanti cambiamenti con il riferimento a nuovi strumenti innovativi di finanziamento per la cooperazione.

L'impegno, per ora, sembra concreto. E si tratta di un modo davvero nobile di dare un segnale che l'Italia, nonostante la crisi economica, le difficoltà polico-burocratiche, una crescente confusione sulle priorità da perseguire nel breve come nel lungo termine, non ha intenzione di dimenticarsi del proprio ruolo generosamente centrale nel settore della Cooperazione allo sviluppo. Un piccolo passo avanti, dunque, che sgombra il campo almeno per il momento, almeno in parte, dalle preoccupazioni che giustamente il CINI aveva sollevato solo due mesi fa. «Promuoviamo lo sviluppo agricolo in progetti di partnership con l'Etiopia - specifica Pistelli -, diamo 5 milioni di euro per il consolidamento delle istituzioni afghane, portiamo oltre 3 milioni in Mozambico per progetti educativi. Ma non è tutto: la cooperazione italiana cambia marcia e studia per la prima volta come utilizzare forme innovative di partnership e finanziamento come il "matching" (processo attraverso il quale avviene la formazione di relazioni durature mutuamente benefiche in presenza di frizioni che impediscono incontri immediati), il "blending" (mix di risorse finanziarie a dono e a credito, pubbliche e private per promuovere investimenti), strumenti noti e utilizzati da tempo dalle organizzazioni internazionali e dai nostri partner europei ma sui quali eravamo ancora in ritardo».

Squarci di speranza sul futuro prossimo, insomma: «È in corso un esercizio di revisione dei Paesi prioritari della cooperazione, dobbiamo scegliere criteri più chiari - prosegue Pistelli per individuarli, farlo con un supplemento di riflessione politica e all'interno di una strategia complessiva della nostra politica di cooperazione». Tra i Paesi beneficiari dei 28 milioni a dono e dei 32 in crediti di aiuto vi sono Somalia, Mozambico, Eritrea, Afghanistan, Libano, Corea del Nord e Myanmar.

 
 
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