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domenica 22 maggio 2022
 
 

Ergastolo, l'Europa lo ha già bocciato

11/12/2013  E' una violazione dei diritti umani: lo ha affermato per la prima volta la Corte di Strasburgo con una sentenza del luglio scorso.

L’Europa ha bocciato l’ergastolo. La Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza n.3896 del 9 luglio scorso, ha affermato, per la prima volta, il principio per cui l’ergastolo senza possibilità di liberazione anticipata o di revisione della pena è una violazione dei diritti umani, poiché l’impossibilità della scarcerazione è un trattamento degradante e inumano contro il prigioniero.

In questo modo, precisa la Corte di Strasburgo, si  viola l’art. 3 della Convenzione europea sui diritti umani, che dice esplicitamente che «Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti».

   In altri termini l’ergastolo per essere compatibile con l’articolo 3 devce prevedere necessariamente la possibilità della scarcerazione, sia quella di revisione   della pena stessa.    Secondo la Corte il fine rieducativo a scopo di reintegro nella società, che deve avere ogni pena, per l’ergastolo perde qualsiasi significato. La pronuncia della Corte ha una portata storica e assai innovativa in materia di pene detentive, perché inverte una tendenza consolidata negli anni, con sentenze precedenti,  sulla stessa questione.

  L’ergastolo è già stato abolito in Europa dai seguenti Paesi: Norvegia, Svezia, Spagna e  Portogallo. In molti altri Paesi è prevista la possibilità della scarcerazione o di una revisione della pena, come in Italia, ma dopo un minor numero d’anni. 

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