logo san paolo
lunedì 17 maggio 2021
 
dossier
 

"Espelli il razzismo dal calcio". Ma in tanti campi di gioco...

07/03/2016  Un ragazzo ecuadoriano, insultato con frasi razziste, finisce in ospedale. Un grave episodio, accaduto nel novembre scorso in Umbria, ci ricorda che la strada da fare, nello sport più popolare, è ancora lunga. E al ragazzo vittima degli insulti e delle botte ha lasciato "ferite", morali e psicologiche, difficili da guarire.

Lo hanno pestato in tanti, urlandogli «negro di m...». E poi giù botte, calci e pugni. Fino a dover chiamare l’ambulanza per mandarlo in ospedale, dove è rimasto tre giorni nel reparto di chirurgia con un «trauma addominale chiuso e pelvico». È accaduto in una presunta giornata di festa, sabato 8 novembre, in Umbria, al termine della partita di calcio juniores (17-18 anni) Petrignano di Assisi-Terni Est.

L’aggressione è avvenuta sul campo del Petrignano, sotto gli occhi degli spettatori, tra cui la madre del ragazzo, che, terrorizzata, è scesa dagli spalti correndo in campo. La vittima è un diciottenne ecuadoriano, di carnagione olivastra, una vita normale tra scuola superiore, amici, famiglia e calcio. Nicodemo Gentile, l’avvocato che lo sta seguendo, ricostruisce così la dinamica dei fatti: «L’arbitro aveva appena fischiato la fine di una partita dai toni accesi, quando tra un suo compagno di squadra e un avversario è scattato uno scontro verbale. Il giovane ecuadoriano si è avvicinato per tranquillizzare gli animi e portare via l’amico, ma si è sentito dire: “Straniero, fatti gli affari tuoi, tornatene al tuo Paese”, in un crescendo di invettive razziste». Buttato a terra, sono scattate le botte, pare anche con la bandierina del guardalinee ternano.

«Assistere a quello che è accaduto è un’immagine che con il Calcio giocato non c’entra nulla. Bisognerebbe ricominciare a vivere questo sport come un divertimento e non come lo sfogo di tutte le frustrazioni accumulate durante la settimana», hanno commentato i dirigenti del Petrignano. Dalla squadra avversaria, inizialmente nessuno è andato a trovarlo in ospedale; dopo che i media locali hanno denunciato l’assenza, è scattata invece la solidarietà. Anche Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, l’ha incontrato per esprimergli vicinanza.

Nell’episodio, se certo colpisce la violenza degli aggressori, non vanno sottovalutati gli insulti razzisti verso “il negro”. Oggi il giovane ecuadoriano non se la sente di parlare con i giornalisti. «All’inizio era sofferente e terrorizzato», racconta l’avvocato Gentile, «ora è particolarmente amareggiato. Hanno fatto più male le parole dei calci. Lo hanno ferito i tanti insulti razzisti: è un ragazzo in Italia da 13 anni, arrivato da piccolo e che ora parla dialetto umbro. A pieno titolo, sognava qui il suo futuro».

Al giovane del Petrignano è capitato il trattamento peggiore, ma è quello con cui devono lottare anche tanti altri “ragazzi in Italia da una vita” con origini straniere. Molti raccontano di essersi scoperti, un giorno, stranieri nel proprio Paese, in seguito a una frase razzista, una domanda indiscreta, o anche soltanto a seguito di uno sguardo diffidente da parte di uno sconosciuto. Spesso sono i tratti somatici, come la carnagione olivastra, che richiamano un’estraneità che in realtà non sussiste.

Nella foto di copertina: l'iniziativa della Nazionale di Prandelli che giocò una partita a Coverciano con una squadra di giovani stranieri. I ragazzi consegnarono simbolicamente agli azzurri una maglia con lo slogan "Espelli il razzismo dal calcio". Nella foto: uno dei giovani con El Shaarawi.

I vostri commenti
1
scrivi

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo
    Collection precedente Collection successiva
    FAMIGLIA CRISTIANA
    € 104,00 € 0,00 - 11%
    CREDERE
    € 88,40 € 57,80 - 35%
    MARIA CON TE
    € 52,00 € 39,90 - 23%
    CUCITO CREATIVO
    € 64,90 € 43,80 - 33%
    FELTRO CREATIVO
    € 23,60 € 18,00 - 24%
    AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
    € 46,80 € 38,90 - 17%
    IL GIORNALINO
    € 117,30 € 91,90 - 22%
    BENESSERE
    € 34,80 € 29,90 - 14%
    JESUS
    € 70,80 € 60,80 - 14%
    GBABY
    € 34,80 € 28,80 - 17%
    GBABY
    € 69,60 € 49,80 - 28%
    I LOVE ENGLISH JUNIOR
    € 69,00 € 49,90 - 28%
    PAROLA E PREGHIERA
    € 33,60 € 33,50
    VITA PASTORALE
    € 29,00
    GAZZETTA D'ALBA
    € 62,40 € 53,90 - 14%