Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
lunedì 27 maggio 2024
 
 

Eutanasia ai minori: il no dei pediatri italiani

13/02/2014 

«Una scelta che non possiamo condividere» in particolar modo in quanto «impegnati a tutelare sempre la salute dei bambini, soprattutto di quelli più fragili e con malattie croniche, complesse e causa di disabilità». È quanto afferma il Presidente della SIP (Società italiana di pediatria) Giovanni Corsello, in merito all'approvazione della legge che ha suscitato polemiche in tutta Europa e la contrarietà dell'associazione nazionale belga di Pediatria.

«Non possiamo cedere sul terreno dei valori che stanno alla base della convivenza e della società civile: uno di questi, tra i più importanti, è il rispetto per i bambini, per tutti i bambini, sani e con malattie acute o croniche, gravi ed invalidanti che siano», spiega Corsello. Per questo, «a tutti i bambini ammalati va garantito l'accesso alla cure palliative e alla terapia del dolore», attraverso la legge 38 del 2010 «che riconosce al bambino alcune specificità ed esigenze particolari rispetto all'adulto».

Una legge però ancora spesso inattuata, secondo la Relazione al Parlamento sull'attuazione pubblicata a luglio 2013: «solo 11 Regioni hanno deliberato l'istituzione della rete pediatrica di cure palliative e terapia del dolore, solo 4 l'hanno realmente attivata - conclude Corsello - e soltanto nel Veneto è presente un hospice pediatrico»

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo