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giovedì 18 agosto 2022
 
la decisione
 

Eutanasia, la Consulta boccia il referendum in nome della vita

15/02/2022  La Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché "non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili". I giudici dunque respingono la "cultura della scarto" in nome della Costituzione

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sull'eutanasia, ovvero il quesito che chiede di depenalizzare l'omicidio del consenziente in caso di suicidio assistito. I quindici giudici della Corte riuniti in camera di consiglio hanno discusso per tutto il giorno (l'udienza è iniziata alle 9.30 di stamattina) solo dell'ammissibilità del quesito sull'eutanasia, e non anche degli altri referendum. Non è stata una decisione basata su tecnicismi o formalismi giuridici ma su un valore ben preciso: il valore della vita, uno dei principi supremi sanciti dalla nostra Carta. In attesa del deposito della sentenza l'Ufficio comunicazione fa sapere infatti che la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, "a seguito dell'abrogazione, ancorché parziale, della norma sull'omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili".  Papa Francesco nell'udienz di mercoledì 9 febbraio aveva detto chiaramente che "la vita è un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata. E questo principio etico riguarda tutti, non solo i cristiani o i credenti".

L'obiettivo era depenalizzare l'omicidio del consenziente, punito dall'articolo 579 del codice penale con la reclusione da 6 a 15 anni. Dunque la Consulta accoglie le preoccupazioni dei cattolici e dei laici che nelle scorse settimane paventavano -  a cominciare da papa Francesco -  l'introduzione della "cultura dello scarto" anche a proposito delle persone. Ora, dopo aver appreso della bocciatura del referendum, i promotori del referendum gridano alla disobbedienza civile. Tra coloro che si proclamano "obiettori dell'eutanasia" molti sono gli stessi - sia detto per inciso -  che condannano l'obiezione di coscienza quando a praticarla sono medici che si rifiutano di esercitare l'interruzione di gravidanza.

 
 
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