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domenica 28 novembre 2021
 
 

No ai Br alla scuola di magistratura: Un'occasione persa

03/02/2016  Dopo le polemiche per la presenza annunciata di ex brigatisti insieme con vittime del terrorismo alla scuola di Magistratura, viene cancellato l'incontro. Una occasione perduta per ascoltare e capire

Una occasione persa. Si può sintetizzare così la decisione di annullare l’incontro programmato a Scandicci, alla scuola superiore della Magistratura, al quale avrebbero dovuto partecipare Manlio Milani, Agnese Moro, ma anche Adriana Faranda e Franco Bonisoli, due degli ex Br noti soprattutto per la vicenda Moro. Si sarebbe parlato di giustizia riparativa, del percorso tra vittime ed ex che ha portato a un confronto franco.

Si sarebbe parlato di giustizia riparativa, nuova frontiera della giustizia che non si arresta alla mera punizione dei colpevoli, e lo si sarebbe fatto non con teorie astratte o statistiche o racconti lontani dalla realtà. Lo si sarebbe fatto raccontando un’esperienza che ha visto – per anni e riservatamente -  confrontarsi le vittime e i familiari delle vittime degli anni di piombo con i colpevoli. Un’esperienza che ha cercato di ricostruire gli sguardi e le memorie, le relazioni. Una esperienza descritta nel libro dell’Incontro (edito dal Saggiatore). Libro che si apre con il prologo a firma dei tre curatori e mediatori del gruppo – il gesuita padre Guido Bertagna,  Claudia Mazzucato, professore associato di diritto penale alla Cattolica di Milano e Adolfo Ceretti professore ordinario di criminologia a Milano Bicocca – che parla di un «incontro difficile che alcuni riterranno impensabile, altri indigesto, altri ancora scandaloso».

Che però lo “scandalo” esplodesse proprio tra i magistrati che, primi tra noi, dovrebbero esercitarsi ad ascoltare e a capire è stata veramente una contraddizione.  Dice certamente di nervi scoperti e ferite aperte. Ma dice anche che nel nostro Paese non si riescono a fare passi in avanti che esaminino il passato aggiungendo e non togliendo voci dal coro che lo ha composto. Una reazione così viscerale dice anche di quanta fatica ancora bisognerà fare per progredire sulla strada di una giustizia più completa.

Una scuola di magistratura dovrebbe essere il posto più adatto perché chi ha scontato la sua pena e fatto un percorso di riparazione possa portare la sua esperienza. Per rendere poi anche, a poco a poco, pronto tutto il Paese a non mettere veti incrociati che, lungi dal darci più verità, ci sprofondano invece in un circolo vizioso che avvita le vittime su se stesse e la collettività in un passato che non passa.

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