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sabato 27 novembre 2021
 
Amiche
 

«Fa la prima media e soffre perché non è nella stessa classe della sua amica»

29/01/2021  «Nel passaggio dalle elementari alle medie, mia figlia è rimasta davvero delusi. È finita in una sezione senza la sua migliore amica, pur avendolo richiesto. Durante tutto il tempo del lockdown sono state l’una per l’altra un ancora di salvezza» Leggi la risposta di Alberto Pellai

Nel passaggio dalle elementari alle medie, mia figlia è rimasta davvero delusa dal criterio usato per la formazione delle classi. È finita in una sezione senza la sua migliore amica e senza alcuna delle sue precedenti compagne. Frequenta la stessa scuola della sua migliore amica, però pur avendolo richiesto, non sono state inserite nella medesima sezione. Le ho detto che la loro amicizia non ne risentirà e che continueranno a fare sport insieme e a frequentarsi in molte altre occasioni. Ma io vedo che a lei queste rassicurazioni non bastano. La sua amica del cuore è stata un sostegno per mia figlia durante tutto il tempo del lockdown. Sono state l’una per l’altra l’ancora di salvezza che le ha fatte andare avanti, abbiamo fatto le vacanze insieme e abbiamo passato dei momenti davvero belli. E ora di tutto questo non resta traccia, a causa delle scelte della scuola.

LUCIANA

Cara Luciana, ormai tua figlia si sarà ambientata nella nuova classe, avrà imparato a gestire durante la vita di classe la lontananza dall’amica del cuore e probabilmente avrà anche trovato nuove compagne con cui ridere e scherzare durante la mattina di lezione.

Forse questa scelta,operata dalla scuola, è stata voluta. Magari le due ragazze sono state viste troppo “attaccate” l’una all’altra e la decisione intrapresa è stata quella di separarle per permettere loro di aprirsi anche a nuove relazioni e situazioni. L’amica del cuore è un sostegno di importanza fondamentale durante la preadolescenza e un rilevante fattore di protezione per il benessere emotivo. Ma può rivelarsi anche un elemento che chiude all’incontro con il gruppo allargato. “Io e te stiamo così bene insieme che degli altri non ci interessa nulla”: è questo che a volte pensano giovanissimi che trovano sicurezza e rifugio in una relazione amicale così forte che esclude tutti gli altri.

A te direi di continuare a dare sicurezza a tua figlia, favorendo le sue relazioni con tutte le amiche di pari età e sostenendo anche momenti esclusivi solo con l’amica del cuore. Aiutala a tenere saldo e forte il loro legame fuori da scuola. È da poco uscito il nuovo romanzo di Michela Tilli, La settima promessa, che ha per protagoniste proprio due dodicenni che diventano amiche del cuore. Ma il loro legame all’improvviso conosce interruzioni e fratture che rimettono in discussione tutto. La vita scrive trame inaspettate che scombinano i nostri piani. A volte noi genitori soffriamo troppo per situazioni che i nostri figli possono invece riuscire ad affrontare. Questa tesi è ben approfondita anche nel bel saggio di Laura Pigozzi, Troppa famiglia fa male (edizioni Rizzoli), in cui la bravissima psicoanalista descrive il pericolo derivante dal “plusmaterno”, ovvero da un sovrainvestimento affettivo di noi genitori che a volte genera dipendenza emotiva nei figli, invece di permettergli di spiccare il volo.

La settima promessa

I legami più forti non conoscono confini.

Troppa famiglia fa male. Come la dipendenza materna crea adulti bambini (e pessimi cittadini)

La famiglia, all'origine della civiltà, oggi ne sta decretando la fine. È una crisi che investe l'intera società perché ciò che accade all'interno della famiglia ha rilevanza sul sociale e sul futuro dell'uomo. I genitori hanno rinunciato al ruolo di guida proteggendo all'infinito i figli: è il plusmaterno che nasce dal fallimento della cura e sospende il momento della responsabilità. La generazione che ha contestato sta crescendo figli e nipoti docili, pronti all'assoggettamento. Cosa è successo?

 
 
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