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venerdì 24 maggio 2024
 
 

Fallimenti: +25% in due anni

23/01/2012  Lo rileva l’analisi di Cribis D&B: oltre 10mila aziende hanno chiuso nel 2011

Nel 2011 in Italia si sono registrati ben 11.707 fallimenti, il 4% in più rispetto all’anno precedente, quando si erano contati 11.289 casi, e oltre il 25% in più rispetto al 2009. La crisi economica due anni fa già aveva cominciato a mietere vittime, ma il peggioramento è evidente. In particolare, nel quarto trimestre 2011 i fallimenti sono stati 3.313, un crescita rispettivamente a mesi precedenti, quando erano stati rispettivamente 2.908 (a fine marzo), 3.301 (a fine giugno) e 2.185 (a fine settembre).


Dall’analisi dei fallimenti in Italia realizzata da Cribis D&B, società del Gruppo CRIF, emerge che la maggior parte dei fallimenti in Italia ha coinvolto realtà della Lombardia, dove del resto è concentrata una grossa fetta delle imprese italiane: da gennaio a dicembre 2011 sono state 2.613 le procedure concorsuali rilevate in questa regione. Seguono, con meno della metà di casi, Lazio e Veneto rispettivamente con 1.215 e 1.122 casi. Più distanti Campania (1008), Emilia Romagna (899), Toscana (857), Piemonte (843) e Sicilia (601).

I settori maggiormente in difficoltà sono quelli dell’edilizia e del commercio. Il più colpito è risultato essere il comparto della “costruzione di edifici” (1.378), seguito da commercio all'ingrosso di beni durevoli (917), installatori (916), servizi commerciali (702), commercio all'ingrosso di beni non durevoli (650). Secondo l’analisi, nel 2011 un numero elevato di fallimenti ha coinvolto anche imprese del settore immobiliare (479 casi), dell'industria manufatti in metalli (459), dei trasporti e servizi merci su gomma (451), ma anche ristoranti e bar (446).

 
 
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