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lunedì 17 gennaio 2022
 
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Famiglia Lehman, ascesa e crisi del capitalismo

05/02/2015  Luca Ronconi ha messo in scena la "Lehman Trilogy" di Stefano Massini: sttoria di tre fratelli ebrei che, nell'800, emigrano negli Stati Uniti, si arricchiscono diventando una delle più grandi banche del mondo, fino al crollo finale del 2008. Strepitoso il cast con De Francovich, Gifuni, Popolizio e Pierobon.

Da Sinistra: De Francovich, Popolizio e Gifuni. In alto: la locandina dello spettacolo.
Da Sinistra: De Francovich, Popolizio e Gifuni. In alto: la locandina dello spettacolo.

L’ immagine degli impiegati della Lehman Brothers, che il 15 settembre del 2008 portano via le loro cose negli scatoloni, non documentò solo il fallimento di una delle più grandi banche del mondo, con tutte le ripercussioni che conosciamo sull’economia globale, ma la fine di un’epoca.

Un’immagine emblematica, epica, addirittura mitologica, sul cui significato indaga Lehman Trilogy, la nuova produzione del Piccolo con la regia di Luca Ronconi, tratta dal testo di Stefano Massini, edito da Einaudi. Quasi cinque ore (fruibili anche in due serate diverse), senza respiro, sostenute da una recitazione straordinaria di gran parte del cast.

La vicenda ha inizio 160 anni prima, quando, dalla Germania, approda negli Stati Uniti Henry Lehman, primo di tre fratelli di una famiglia di solida tradizione ebraica: Baruch Hashem!, sono le sue prime parole, un ringraziamento al Signore, ripetuto ogniqualvolta il destino si mostra favorevole. Pochi anni dopo, Henry viene raggiunto dai fratelli, Emanuel e Mayer. In una piccola bottega in Alabama vendono stoffe, a cui aggiungono via via attrezzi, cotone... La famiglia comincia ad arricchirsi e anche eventi in apparenza negativi – l’incendio delle piantagioni di cotone o la guerra fra Nord e Sud – vengono tramutati in occasioni di guadagno.

Quello che sta accadendo ai fratelli Lehman, e che si manifesterà in maniera ancora più evidente con i loro figli e nipoti, è il progressivo distacco da un’economia materiale, ancorata al lavoro e ai prodotti, verso il tentativo di fare denaro con il denaro. Gli ex immigrati, da commercianti di merci si trasformano in commercianti di denaro in un percorso scandito dall’inesorabile allontanamento dalle loro origini e tradizioni, dalla religione in direzione di una fede del tutto secolare: il denaro, da conseguire con le tecniche di marketing e trading: ai loro occhi la Borsa di Wall Street apparirà come una sinagoga con il soffitto più alto... 

In una scena spoglia e astratta, monocroma (solo bianco, grigio e nero), alternando la prima e la terza persona, i Lehman raccontano la loro storia, la vertiginosa ascesa (nella prima, più “leggera” parte) e la fragorosa caduta (nella seconda, più onirica e cupa); il tramutarsi dell’innocente sogno di una famiglia di immigrati ebrei in hybris, la tracotanza che porta in sé l’incubo e la sconfitta. Una parabola che, si badi bene, ci riguarda tutti, non solo i Lehman...

Strepitosi Massimo De Francovich, Fabrizio Gifuni e Massimo Popolizio, nei panni dei tre fratelli, come anche Paolo Pierobon, figlio di Emanuel. Uno spettacolo da non perdere.

DOVE & QUANDO
Lehman Trilogy, di Stefano Massini, regia di Luca R0nconi, con Massimo De Francovich, Fabrizio Gifuni, Massimo Popolizio, Martin Ilunga Chishimba, Paolo Pierobon, Fabrizio Falco, Raffaele Esposito, Denis Fasolo, Roberto Zibetti, Fausto Cabra, Francesca Ciocchetti, Laila Maria Fernandez. Al Piccolo Teatro Grassi fino al 15 marzo

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