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mercoledì 08 luglio 2020
 
LE NUOVE REGOLE
 

Fase due, che cosa possiamo fare dal 4 maggio in poi?

27/04/2020  Un decreto lungo 70 pagine disciplina le prime regole sulla "fase due". Parola d'ordine, gradualità. Sì alle visite ai familiari ma vietati gli assembramenti, no alle messe sì ai funerali, resta l'autocertificazione per spostarsi.

Vietati gli assembramenti e obbligatorio il rispetto delle distanze di sicurezza interpersonali (almeno un metro), il decreto del Presidente del Consiglio del 26 aprile 2020, che inaugura la cosiddetta “fase due”, ripete queste due regolette – che valgono ovunque in luoghi pubblici, e privati e in strada – come un mantra, una riga sì e una no, ribadendo che questo continua a valere, indipendentemente dalle nuove, graduali aperture e dalle nuove attività consentite.

VISITE AI FAMILIARI MA SENZA ASSEMBRAMENTI 

Si continuerà a dover compilare un’autocertificazione, di cui vedremo il modulo che forse come altre volte chiarirà (o aumenterà) i dubbi interpretativi: rimane valido il fatto che ci si sposta all’interno del proprio Comune o anche della propria Regione, per i motivi già noti di: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (come prima spesa, cane, farmacia…), motivi di salute. A queste si aggiungono due novità: la prima è che «si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti» (purché si rispettino divieto di assembramento, distanziamento di un metro e mascherine). In conferenza stampa il presidente Conte ne ha spiegata la ratio dicendo che la regola consente di riunirsi alle famiglie che sono state separate dai precedenti decreti, ma che la nuova regola non può essere letta come un via libera a raduni, pranzi, feste di famiglia. Torna in ogni caso consentito – cosa che non era più - rientrare presso il proprio domicilio, abitazione, residenza. Scomparso invece l'accenno alle seconde case, dentro e fuori regione.

LA QUARANTENA

Chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre oltre i 37,5 deve rimanere a casa, limitare a massimo i contatti sociali e contattare il medico, questa che prima era una misura raccomandata ora è un dovere. Permane il divieto assoluto di uscire di casa chi è in quarantena o positivo al virus.

GIOCHI E SPORT

Si può tornare ad accedere a parchi e ville, ma i sindaci possono chiuderli se ritengono di non poter garantire il rispetto delle distanze e il divieto di assembramento: le aree gioco restano chiuse, sono vietate le attività ludiche (di gioco) e ricreative all’aperto, consentita invece l’attività motoria o sportiva individuale da soli, con accompagnatore per minori o persone non del tutto autosufficienti: la distanza è sempre un metro, se si tratta di attività sportiva i metri diventano due. Le competizioni e gli eventi sportivi restano sospesi. Gli atleti invece delle discipline individuali possono tornare ad allenarsi a porte chiuse, distanziati come tutti: sembra chiaro che per atleti si intende non atleti di ogni ordine e grado ma solo quelli di livello internazionale, diversamente non si spiegherebbe il riferimento alle Olimpiadi e a manifestazioni Nazionali e internazionali. Per cui si rimanda a linee-guida. Per come è scritto qui fra gli atleti non sembrano ricompresi i tanti ragazzi che svolgono attività agonistica ai livelli inferiori. Ma intanto niente palestre, piscine, centri benessere, unica eccezione i termali con prestazioni essenziali). Tra le attività sportive consentite non c’è lo sci: gli impianti restano chiusi.

NIENTE ASSEMBRAMENTI: TEATRI NO; MESSE NO; MA TORNANO I FUNERALI

Restano sospesi tutti gli eventi che prevedono la presenza di persone riunite insieme, in qualsiasi luogo sia pubblico sia privato: dagli spettacoli teatrali, ai musei, alle cerimonie religiose. Fanno eccezione soltanto i riti funebri, limitati ai parenti (massimo 15 persone), meglio se all’aperto, con mascherine e rispetto della distanza di un metro.

IL BIMBETTO DOVE LO METTO 

Per scuole, università, concorsi restano in vigore le regole di ora e così restano sospesi i servizi educativi per l’infanzia, centri culturali, ricreativi, sociali.

NEGOZI E SERVIZI 

Restano come ora aperti: alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccai. Bar, gelaterie, ristoranti, pub, pasticcerie possono confezionare e fare attività per l’asporto, ma i prodotti non si possono consumare né all’interno né all’esterno del locale. Garantiti i servizi bancari, finanziari, settore agricolo- zootecnico di trasformazione agroalimentare. Sempre chiusi parrucchieri, estetisti, centri estetici.

LAVORO

Riprendono l’attività manifattura, costruzioni e commercio all’ingrosso funzionale alle attività di queste filiere e di quelle già in funzione. Per il resto si continua il più possibile in modalità di lavoro agile. Per tutti vale il rispetto delle norme di sicurezza, pena la chiusura delle attività.

TRASPORTI

È uno dei nodi complicati, si tratterà di garantire il trasporto pubblico evitando assembramenti, garantendo sanificazione, cosa che comporterà una significativa riduzione dei flussi. Per questo il decreto rimanda anche alla possibilità per le amministrazioni locali e regionali di predisporre un piano anche di corse aggiuntive non di linea. Facile prevedere che potrebbe trattarsi di uno dei nodi più complessi – sia per il fattore di rischio sanitario di assembramento, sia per la gestione dei flussi di traffico in città con i mezzi pubblici a funzionamento ridotto), per la metropolitana di Milano si parla di una utilizzazione al 25% della portata.

MASCHERINE, QUANDO E DOVE

Sono obbligatorie le mascherine nei luoghi chiusi aperti al pubblico, sui mezzi di trasporto e in tutte le occasioni in cui non possono essere rispettate le distanze di sicurezza, l’obbligo non vale per i bambini sotto i 6 anni, per le persone con disabilità incompatibili con l’uso di mascherine e per le persone che interagiscono con loro. Riguardo alla tipologia, il decreto parla di “mascherine di comunità, monouso o lavabili, anche autoprodotte in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e al contempo garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. Ribadite e prioritarie le distanze di sicurezza e l’igiene delle mani.

DISABILITÀ

Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono riattivate secondo i piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione del contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.

ANZIANI E PERSONE A RISCHIO

Non sono previsti per loro divieti diversi rispetto a quelli che riguardano le altre persone, ma c'è una raccomandazione che riguarda anziani, affetti da patologie croniche o con una multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire se non in casi di stretta necessità. 

GRADUALITÀ

Come è stato ribadito più volte, la logica che ispira la riapertura è la gradualità: il commercio al dettaglio non aprirà prima del 18 maggio, i parrucchieri non prima del primo giugno. La logica è tenere monitorati gli effetti dell’apertura sul contagio, lasciando aperta la possibilità di correre ai ripari con nuove chiusure nel caso in cui si superi una certa soglia.

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